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Politica lunedì 27 febbraio 2017 ore 20:49

Orlando "Voglio i voti del centrosinistra"

Andrea Orlando

Il ministro della giustizia ha presentato a Firenze la sua candidatura a segretario del Pd in alternativa a Renzi. Quattrocento persone in platea



FIRENZE — In contemporanea c'era la partita della Fiorentina e in molti hanno dubitato dell'affluenza di pubblico al primo evento in Toscana del ministro della giustizia Andrea Orlando per presentare la sua candidatura a segretario del Partito democratico. Invece  sono stati in più di quattrocento a presentarsi all'appuntamento. Fra questi molti esponenti del Pd come la deputata Elisa Simoni, coordinatrice dell'iniziativa, la sottosegretaria all'ambiente Silvia Velo, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli, il senatore ed ex presidente della Regione Claudio Martini, il direttore de L'Unità Sergio Staino.

Per quanto riguarda la scissione del Pd da cui è nato il nuovo movimento  Democratici e progressisti, attribuita da Matteo Renzi a "un disegno ideato da Massimo D'Alema", Orlando ha dichiarato che  "non si può ridurre tutto a una manovra di D'Alema".

"D'Alema ha le sue responsabilità e chi se ne va ha sempre torto ma bisogna indagare di più sui motivi della scissione e sul perchè un pezzo del partito se ne è andato - ha detto Orlando - Se sarò il segretario del Pd, questo diventerà un partito più inclusivo che guarderà di più ai temi della giustizia sociale. Nella scissione sbaglia chi se ne va e anche chi sottovaluta. Io credo di essere una persona che sa unire".

"Io non voglio essere un uomo solo al comando - ha detto ancora Orlando - In questo momento, da soli non si va da nessuna parte. E vorrei essere votato da tutto il centrosinistra perchè non si chiama la gente a votare contro qualcuno ma per qualcosa. Ho ritenuto opportuno mettermi personalmente in gioco perchè non mi pare che gli altri candidati si risparmino colpi e ritengo che il Pd rischi di non sopravvivere a una lotta nel fango. Vorrei che chi mi vota condividesse il progetto che ho messo in campo. Il problema però è che la scissione non è solo quella di D'Alema o di Bersani ma quella dentro di noi, di tribù che non si parlano più. Se non smontiamo questo meccanismo richiamo di vivere altre scissioni. Di dice sempre contiamoci. Ma il confronto muscolare è una dimostrazione di debolezza, non di forza".

"Un congresso è fatalmente divisivo e penso che avrebbero dovuto esserci prima altri passaggi - ha proseguito Orlando - Chi non ha rivisto in questi anni le regole del congresso ha delle responsabilità: ognuno ha pensato che se le poteva girare a suo favore per una overdose di legittimazione a carattere sostanzialmente plebiscitario. Le regole sono queste e so che, con queste regole, viene premiata la demagogia".

Orlando ci ha tenuto a ribadire che la sua candidatura non è un favore a Matteo Renzi.

"Penso di avere delle chance per vincere e non credo che Renzi sarebbe contento se un altro facesse il segretario, essendo anche lui candidato - ha sottolineato il ministro della giustizia -  Io all'ultimo congresso ho votato Cuperlo, come Rossi e poi ho seguito la regola che chi ha perso sostiene chi ha vinto. E' una regola che ha consentito di arrivare fino a qui".

ANDREA ORLANDO PRESENTA LA SUA CANDIDATURA A SEGRETARIO PD - dichiarazione


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