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Attualità Martedì 12 Maggio 2026 ore 10:15

Clatrato mai visto dalla prima esplosione nucleare

il materiale scoperto dai ricercatori guidati da Luca Bindi
Il materiale scoperto dai ricercatori guidati da Luca Bindi

La struttura cristallina inedita scoperta da un team di ricercatori guidato da studiosi toscani si sarebbe generata durante il Trinity test del 1945



FIRENZE — Un materiale mai visto prima, una struttura cristallina inedita generatasi dalla prima bomba atomica durante il Trinity test del 1945, è stata scoperta da un team internazionale di ricercatori guidato dall'ateneo fiorentino sotto il coordinamento del professor Luca Bindi nel deserto del New Mexico.

Il docente di Mineralogia del Dipartimento di Scienze della Terra all'università di Firenze, già noto per la scoperta dei quasicristalli naturali, era infatti a capo del gruppo di ricercatori che ha scoperto un materiale completamente nuovo, mai osservato prima, all’interno dei resti della prima esplosione nucleare della storia.

Lo studio, pubblicato su Pnas, è intitolato “Extreme non-equilibrium synthesis of a Ca–Cu–Si clathrate during the Trinity nuclear test” e si concentra sulla trinitite, il vetro formatosi nel deserto dopo il Trinity test del 1945.

Proprio lì, in minuscole gocce metalliche intrappolate nel materiale, i ricercatori hanno identificato una struttura cristallina inedita: un clatrato a base di calcio, rame e silicio, mai osservato prima, né in natura né come composto artificiale prodotto in laboratorio.

"I clatrati sono materiali di grande interesse tecnologico: la loro struttura 'a gabbia' - spiega una nota dell'università di Firenze - può intrappolare atomi e molecole, conferendo proprietà uniche. Sono studiati per applicazioni che vanno dalla conversione dell’energia (come materiali termoelettrici in grado di trasformare calore in elettricità) allo sviluppo di nuovi semiconduttori, fino allo stoccaggio di gas e all’idrogeno per le tecnologie energetiche del futuro".

Il fatto che un nuovo clatrato si sia formato spontaneamente durante un’esplosione nucleare indica che condizioni estreme come temperature e pressioni elevatissime possono generare materiali completamente nuovi, impossibili da ottenere con i metodi tradizionali.

La scoperta è ancora più interessante perché nello stesso evento si era già formato un altro materiale rarissimo: un quasicristallo ricco di silicio documentato sempre dal team di Bindi pochi anni fa: “Capire il legame tra queste strutture aiuta gli scienziati a comprendere meglio come si organizzano gli atomi in condizioni estreme e ad ampliare le possibilità di progettazione di nuovi materiali avanzati”, commenta Bindi.

Luca Bindi

Luca Bindi

“Eventi come esplosioni nucleari, fulmini o impatti meteoritici funzionano come veri laboratori naturali,” spiegano i ricercatori. “Permettono di osservare forme di materia che non riusciamo a riprodurre facilmente in laboratorio".

Questa ricerca apre nuove prospettive non solo per la scienza fondamentale, ma anche per lo sviluppo di tecnologie innovative, dimostrando che persino eventi distruttivi possono lasciare in eredità scoperte utili per il futuro.


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