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Attualità giovedì 12 novembre 2015 ore 13:19

Credito e Jobs act fanno crescere l'occupazione

Secondo Bankitalia nei primi 6 mesi del 2015 i lavoratori attivi sono aumentati più che nel resto d'Italia. E le banche hanno ripreso a fare prestiti



FIRENZE — La Toscana, così come l'Italia, è in una fase di ripresa debole. A dirlo è la Banca d'Italia che ha pubblicato il tradizionale report sull'economia regionale nei primi 6 mesi del 2015.

A determinare questa ripresa non è più solo l'export, che ha decelerato rispetto allo stesso periodo del 2014, mentre ci sono segnali incoraggianti sulla ripartenza dei consumi. Il primo dato è determinato dal rallentamento delle vendite all'estero dei prodotti della moda, passati in un anno dal 7,9% al 4,1%. Anche le vendite di macchinari oltre confine hanno subito un battuta d'arresto importante (-14,9%), compensata da una nuova commessa per la cantieristica navale che ha fatto balzare la percentuale complessiva a un +23,8%.

Ripartono come detto, invece i consumi. Merito di un mercato del lavoro in ripresa: +1,2% del numero di occupati, quasi il doppio rispetto al +0,7% della media nazionale. Di pari passo con l'aumento del numero di impiegati c'è quello della contrazione della cassa integrazione: -39,7%. Ma questa percentuale è "drogata" dalla voce della cig in deroga (-46,4%), i cui metodi di erogazione sono cambiati dall'aprile 2014. 

"La ripresa dell'occupazione - ha detto la neo direttrice della Banca d'Italia in Toscana, Luisa Zappone - è determinata dall'effetto combinato della decontribuzione per le assunzioni da un lato e dal jobs act dall'altro". Due misure che hanno messo in moto un processo virtuoso, secondo Zappone, che non dovrebbe arrestarsi nemmeno  se dovessero essere ridotti gli incentivi alle imprese.

Imprese che cominciano a beneficiare di un po' di credito da parte delle banche. Per la prima volta dalla fine del 2011 i prestiti sono cresciuti dello 0,6%. Ma la qualità del credito resta pessima: i flussi di nuove sofferenze per le banche in sei mesi sono passati dal 3,4% al 3,7%, con uno stock di sofferenze sui crediti totali arrivato al 19%, e una quota di crediti scaduti, incagliati o ristrutturati che rimane al 10,4% del totale . E se si guarda all'edilizia il quadro diventa pessimo, con uno stock di sofferenze al 36,4%.

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