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Attualità martedì 03 marzo 2020 ore 19:00

Disastro turismo, il coronavirus svuota gli hotel

A Firenze occupato solo il 15 per cento delle stanze. L'emorragia di stranieri spaventa la costa. Condustria: "Sopravvivenza solo per due mesi"



FIRENZE — Effetto coronavirus. Strade vuote, come le stanze degli alberghi che di questi tempi a Firenze registrano di norma un tasso di occupazione del 70 per cento: ora è tanto se si arriva al 15 per cento. E se le città d'arte temono soprattutto lo stop degli arrivi dagli Stati Uniti, dopo l'allerta lanciata sui viaggi in Italia, sulla costa si teme per le aperture pasquali che di solito inaugurano la stagione. E' il quadro tracciato dall'indagine di Confindustria Firenze a dieci giorni dall'inizio dell'emergenza coronavirus in Italia. La stima, solo a Firenze, è di una perdita di 200 milioni di euro da qui a dicembre per non parlare del danno all'occupazione. 

"Ci siamo dati due mesi di sopravvivenza, poi la situazione potrebbe diventare molto complessa", ha detto Giancarlo Carniani, presidente sezione alberghiera Confindustria.

Il Governo intanto ha già inserito in un decreto legge alcune prime misure urgenti per le imprese del settore che chiedono, tra le altre cose, la moratoria sui mutui, l'accesso a fondi di garanzia e la riduzione delle aliquote Imu e Tari. 

"Chiediamo aiuti per cercare di mantenere tutte le nostre aziende aperte. Chi ha rallentato l'attività in questi giorni lo ha fatto perché ha più di un albergo e così stiamo riuscendo a mantenerli tutti aperti"

Segnali di speranza arrivano dai turisti che hanno accettato di congelare le prenotazioni rimandando il viaggio a tempi migliori senza chiedere il rimborso. 

"In questo momento non hanno senso iniziative promozionali: ora servono altre misure come la sospensione degli oneri sociali o l'apertura della cassa integrazione in deroga anche se nessuno di noi ora vorrebbe farne uso: tutto questo per permetterci di sopravvivere", ha poi detto Carniani. 



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