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Attualità lunedì 17 ottobre 2022 ore 16:10

Disturbi alimentari, in Toscana si azzera la mortalità

donna e frutta

Lo studio scientifico condotto tra pazienti affette da patologie quali anoressia e bulimia mostra dati migliori rispetto alla letteratura tradizionale



FIRENZE — I disturbi alimentari colpiscono l'8% delle donne almeno una volta nell'arco della loro vita e sempre più spesso insorgono anche tra gli uomini. Ma uscirne si può e in Toscana meglio che altrove: uno studio scientifico condotto su pazienti in cura presso la rete toscana formata da Asl Toscana Centro e azienda ospedaliero universitaria di Careggi sancisce infatti l'azzeramento della mortalità e la riduzione delle complicanze mediche legate a disturbi quali anoressia o bulimia.

Gli esiti dello studio, pubblicato sulla rivista Acta Psychiatrica Scandinavica, sono stati presentati stamani in una conferenza stampa in Regione con il presidente della Toscana Eugenio Giani e l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini, che hanno messo l'accento sulla capacità d'approccio multidisciplinare e personalizzato nel percorso di cura.

I disturbi del comportamento alimentare via via che il tempo passa si diffondono sempre di più: i casi sono in aumento e che non riguardano più solo le adolescenti. Di più: si iniziano a riscontrare con maggiore frequenza anche tra gli uomini. 

Ebbene, dai dati che riguardano le pazienti prese in carico in quasi trent’anni da Careggi e dall’Asl Toscana Centro, dove vive 1.700.000 toscani, emergono due elementi: l’assenza di suicidi, l’assenza di morti legate a complicanze derivate dai disturbi alimentari e un tasso di remissione dei sintomi, a distanza di 20 anni dalla presa in carico, tra il 40 e il 50%. 

Si tratta di numeri decisamente migliori rispetto a quelli certificati dalla letteratura medica e unici in certi casi. La letteratura indica infatti, per le pazienti con disturbi dell’alimentazione una mortalità del 4-7% e un rischio suicidario dalle 7 alle 31 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Ma in Toscana no.

La ricerca è stata condotta su un campione di 1.277 pazienti, seguite tra il 1994 e il 2018 nell’ambito del network toscano multidisciplinare per i disturbi dell’alimentazione. 

A seconda della gravità complessiva del quadro clinico, nella rete toscana gli interventi terapeutici di tipo psichiatrico e psicoterapeutico possono essere erogati a livello ambulatoriale, in regime di day hospital, con un ricovero presso i servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) della Asl in presenza di elevato rischio suicidiario o attraverso una degenza terapeutico-riabilitativa presso la Casa di cura Villa dei Pini a Firenze, convenzionata con l’Asl Toscana centro.


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