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Attualità lunedì 30 novembre 2020 ore 19:00

Il Rosso e il Bianco, il messaggio di civiltà della Toscana

Monumenti illuminati di bianco e di rosso in tutta la Toscana nel giorno che ricorda l'abolizione della pena di morte nel Granducato



FIRENZE — Una Festa della Toscana che sarà ricordata a lungo, diversa da tutte quelle che si sono succedute a partire dal 2000 per le limitazioni imposte dall'epidemia di coronavirus: oggi 30 Novembre 2020 la Toscana ha celebrato ancora una volta i diritti e il messaggio di civiltà partito dalla nostra regione nel 1786 quando il granduca Pietro Leopoldo abolì la tortura e la pena di morte. 

Molti i comuni della Toscana che, accogliendo l’invito del presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, hanno illuminato di bianco e di rosso - i colori della Regione - i loro principali monumenti fra cui la torre di Pisa, il palazzo dei priori di Volterra, il palazzo del Pegaso a Firenze, sede del Consiglio regionale, le porte di Firenze.

La giornata è iniziata nel santuario di Montenero dove il presidente Mazzeo ha prima reso omaggio alla Madonna delle Grazie protettrice della Toscana e poi ha visitato la sala dove sono custoditi tutti gli stemmi dei Comuni toscani.

Poi a Firenze il Consiglio regionale si è riunito in seduta solenne. Nella sala consiliare sono stati proiettati video con i saluti del presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e della scrittrice Elena Favilli che ha ricordato il lavoro di tre scienziate toscane Barbara Mazzolai, Cecilia Laschi e Fosca Giannotti. 

"Una Festa della Toscana che non può essere uguale alle altre ma che vuole segnare un punto di ripartenza verso una nuova idea di Toscana”, ha detto il presidente Mazzeo aprendo la seduta.

La sessione si è svolta infatti in forma mista, con il presidente, i vicepresidenti e i capigruppo in presenza e gli altro consiglieri collegati da remoto. “Anche quest’Aula risponde alle regole che ogni cittadina e cittadino della Toscana sta provando a rispettare con fatica in questi terribili giorni della pandemia”, ha spiegato Mazzeo. Quindi ha rivolto il ringraziamento “ai medici, agli infermieri, agli operatori sanitari, ai farmacisti, ai volontari, ai ricercatori che sono in prima linea da mesi e stanno combattendo per difendere la libertà e quel diritto fondamentale che è il diritto alla salute”.

In un videomessaggio all’Assemblea toscana, il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha rivolto “un caloroso saluto” alla regione che nel 1786, quando era Granducato di Toscana, “fu il primo Stato al mondo ad abolire formalmente la pena di morte e la pratica della tortura. Un primato di straordinario significato, non solo per l’Italia, ma per l’intera civiltà giuridica”.

Sassoli ha rivolto poi “un saluto a tutti coloro che in questi mesi così difficili, caratterizzati da una pandemia che ha sconvolto la vita di ciascuno di noi, si sono fatti carico dei più bisognosi, dei più vulnerabili, di coloro che hanno promosso concrete iniziative di solidarietà”. 

"La crisi generata dalla pandemia ha minacciato la coesione delle nostre comunità, ha aumentato le disuguaglianze, in molti casi ha aggravato le precarie condizioni di tante persone”. "Da questa emergenza - ha assicurato Sassoli, - dobbiamo uscirne insieme. Se c’è una lezione che abbiamo imparato dalla pandemia, è il senso della nostra interdipendenza, il valore della solidarietà”.

Poi è intervenuto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “La Toscana è diventata punto di riferimento nel mondo, grazie ad una Festa, quella del 30 novembre, che non è tanto una rievocazione storica, quanto una scelta che diventa essenzialmente un messaggio di vita, di civiltà e di diritti, sempre attuale”. 

“È grazie a Pietro Leopoldo se oggi contiamo su 273 comuni, segni di identità della nostra Toscana”, ha sottolineato Giani, ringraziando il presidente dell’Assemblea, Antonio Mazzeo, che ha celebrato la Festa della Toscana, anche con la visita al Santuario di Montenero.

“Su sette miliardi di persone nel pianeta – ha ricordato Giani – circa la metà sono ancora costrette a fare i conti con la pena di morte: alla Toscana il compito di continuare ad essere punto di riferimento ed eco in tutto il mondo, su scelte di carattere valoriale”. 

Ad esempio, la battaglia per una autentica ed effettiva parità di genere, come ha ricordato la scrittrice toscana Elena Favilli. “La vera eguaglianza non è stata pienamente raggiunta – ha affermato – ma nella nostra Regione la parità di genere sembra essere quasi a portata di mano, visto che l’indice di parità è costantemente cresciuto dagli anni Novanta ad oggi”.


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