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Attualità lunedì 23 ottobre 2017 ore 15:20

Il restauro delle fotografie in Toscana è un'arte

Servizio di Dario Pagli

Tappa toscana per le giornate del Mibact sulla conservazione delle foto nei musei. Agli Alinari due milioni di lastre fotografiche da proteggere



FIRENZE — La fotografia è un'arte da custodire nei musei, da valorizzare e da restaurare. E la Toscana in questo è all'avanguardia per la sperimentazione ma anche per gli archivi fotografici come quello dei Fratelli Alinari e per i luoghi specializzati nel restauro come l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, coinvolti nella giornata di studio organizzata dal Mibact e dalla Regione Toscana dedicata al rapporto tra fotografia e musei al Cinema della Compagnia di Firenze e pensata per riunire esperti, conservatori e operatori di rilievo internazionale.

"Si tratta di un'occasione importante e inedita per approfondire la rilevanza culturale, sociale ed antropologica della fotografia. Ben si lega inoltre all'azione più ampia che come Regione stiamo portando avanti sull'accesso alla cultura - ha spiegato la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni -  C'è infatti un settanta per cento di cittadini che oggi non frequenta né musei né biblioteche e utilizzare quei linguaggi, come anche la fotografia, utilizzati quotidianamente e magari in maniera inconscia può essere il modo, ad esempio, per suscitare curiosità".

L'evento fiorentino, dodicesima tappa del ciclo di incontri del Ministero dei beni e attività culturali sulla fotografia, è stata anche l'occasione per parlare del piano strategico per la fotografia del ministero, destinato a diventare un quadro di riferimento nazionale che, ha detto la consigliera del ministro della cultura Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale, "sarà presentato entro l'anno. 

Gli esperti riuniti nelle due tavole rotonde della giornata di studio al cinema della Compagnia si sono confrontati sulla conservazione, il restauro della fotografia e sulle prospettive di valorizzazione dei musei di fotografia. Un patrimonio fragile, come i cinque milioni di foto e i due milioni e mezzo di lastre fotografiche conservate dalla Fondazione Alinari da preservare, ad esempio, dal terremoto, come sottolineato dal presidente di Alinari Claudio de Polo. Da qui la collaborazione con l'Opificio delle Pietre Dure, rappresentato dal soprintendente Marco Ciatti, e specializzato tra le altre cose proprio nel restauro delle fotografie. E con la stima di due miliardi di foto scattate ogni giorno nel mondo, il patrimonio da conservare appare davvero immenso. 


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