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Attualità sabato 14 novembre 2020 ore 18:50

Le reazioni dei sindaci toscani alla zona rossa

Da domenica i toscani entrano ufficialmente in zona rossa, i sindaci hanno dato l'annuncio ai concittadini dopo l'ordinanza del ministro Speranza



FIRENZE — La zona rossa sembra avere colto di sorpresa i sindaci toscani che hanno commentato la decisione sottolineando l'esigenza di collaborazione ma anche criticando il repentino passaggio tra le fasce di rischio.

Il ministro Roberto Speranza ha firmato l'ordinanza che dispone la zona rossa per la Regione Toscana a partire da domenica 15 Novembre e per la durata di 30 giorni. Appena appresa la notizia i sindaci hanno avvisato i concittadini attraverso i social.

Da Firenze, Dario Nardella ha annunciato i controlli in strada ed ha rivolto un appello alla collaborazione "I contagi continuano ad aumentare e gli ospedali sono in seria difficoltà, per questo da domenica la Toscana va in zona rossa. Predisporremo pattuglie in tutta la città per i controlli. Vi prego di avere pazienza e di collaborare. Più saremo attenti e prima ne usciremo".

Luigi De Mossi, primo cittadino di Siena è intervenuto sottolineando la situazione dei contagi a Siena "Sarebbe ragionevole tenere conto della favorevole situazione di Siena che è ben diversa da altre aree della Toscana". "Non possiamo che rispettare le decisioni giunte - ha spiegato -. Tuttavia, come abbiamo più volte sottolineato, è necessario che vi siano indicazioni, programmazione e prospettive che non mutino le norme ad ogni minima variazione dei dati generali. Infatti, se il tema principale è la tutela della salute, non possiamo non sottolineare ancora una volta che i cittadini nella girandola di provvedimenti normativi che li riguardano, rimangono smarriti ed incerti". "E' necessario - ha concluso - che il Governo anziché prendere provvedimenti a pioggia, spesso anche di difficile leggibilità ed applicazione, dia indicazioni certe, stabili e durature che valutino l'evoluzione della condizione sanitaria, ma che abbiano una solidità che consenta alle persone di poter pianificare la propria quotidianità".

Da Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha spiegato ai concittadini "I sindaci hanno poteri ordinativi restrittivi non ampliativi, qualora emettessi ordinanze ampliative, esse verrebbero impugnate al TAR e sarebbero annullate in tempo 0. Tutti i sindaci che ci hanno provato hanno avuto il medesimo destino. Lo stesso presidente della Toscana Giani giace impotente sotto la decisione inspiegabile del Ministro Speranza, che a sua volta si basa sui dati tratti nel periodo tra l’1 e l’8 novembre ed elaborati dal CTS. Lo stesso presidente della regione Toscana si dice “amareggiato” e non comprende il perché di questa decisione del Ministro Speranza, proprio ora che i contagi stavano diminuendo dopo essere entrati nella zona arancione". 

Il primo cittadino di Prato, Matteo Biffoni, dopo aver lanciato un grido di allarme sulla emergenza è intervenuto così "Ora più di prima, c'è solo una cosa da fare: provvedere ai ristori per tutte le categorie colpite da questa pandemia, a partire, ovviamente, dalle attività che chiudono ma anche per le realtà del nostro distretto dove il crollo delle esportazioni sta generando contraccolpi violenti. Senza troppa burocrazia e in tempi rapidi. E contestualmente dobbiamo farci trovare pronti per la ripartenza, immaginando quello che sarà il nostro futuro".

Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia ha sottolineato "Rispettiamo rigorosamente le regole e lo faremo sempre. Anzi, adesso più che mai. Ma questo modo di procedere non ci aiuta e in un momento in cui serve la massima chiarezza, si genera invece confusione, tensione e incertezza. In meno di una settimana la Toscana passa da zona gialla a arancione e (in base ai dati dall'1 all'8 novembre) da arancione a rossa."

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