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Attualità martedì 17 maggio 2022 ore 17:05

Nuovi impianti per rifiuti, 39 proposte in Toscana

Impianto - foto di archivio

Dibattito in Consiglio regionale sulle proposte per realizzare nuovi impianti di trattamento rifiuti a seguito dell'avviso pubblico esplorativo



FIRENZE — Il Consiglio regionale della Toscana ha analizzato gli esiti dell’avviso pubblico esplorativo per la manifestazione di interesse a realizzare nuovi impianti di trattamento dei rifiuti per ridurre il conferimento in discarica.

L’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Monia Monni ha ricordato in aula che la Toscana ad oggi ricorre per il 34 per cento al sistema delle discariche nello smaltimento dei rifiuti urbani.

Per la manifestazione di interesse a realizzare impianti di recupero e riciclo, scaduto il 31 Marzo scorso sono arrivate 39 proposte di cui 32 rispondenti ai requisiti. Delle sette restanti, due risulterebbero coerenti dal punto di vista tecnico ma la documentazione presentata non è stat ritenuta completa; due sarebbero eccessivamente generiche; due non risulterebbero coerenti con i requisiti tecnici previsti dall’avviso; una sarebbe pervenuta in ritardo e pur risultando coerente con le indicazioni sarebbe priva di documentazione.

Il peso sulla tariffa “sarà unicamente determinato dalle quantità avviate a trattamento nei singoli impianti, il cui costo al cancello sarà definito dal regolatore pubblico” ha sottolineato l'assessora.

Come previsto nell’avviso, si aprirà un primo confronto con gli enti locali, le parti sociali, le categorie economiche, gli ordini professionali, le associazioni ambientaliste e la cittadinanza. Le proposte valutate coerenti con l’avviso confluiranno nel quadro conoscitivo del Piano dell’economia circolare e saranno oggetto delle valutazioni in sede di Valutazione ambientale strategica. Vas che tuttavia - come ha chiarito l’assessore - “offrirà valutazioni di carattere generale e sarà quello il momento in cui saranno svolte analisi sulla distribuzione territoriale delle proposte impiantistiche presentate. Resta il fatto che le scelte strategiche e politiche del Piano potranno essere prese unicamente dal Consiglio regionale”.

Ecco le manifestazioni che rispondono ai requisiti dell’avviso

Eni Rewind spa: impianto per la produzione di prodotti chimici di base a partire da combustibile solido secondario Livorno, capacità 250.000 t/a;

ATI Natura srl -AM Recuperi srl: impianto di scissione molecolare, aspetti tecnici innovativi da verificare sul piano della fattibilità, capacità 11.520 t/a;

Aisa Impianti Spa: impianto di digestione anaerobica Arezzo, capacità 35.000 t/a;

Aisa Impianti Spa: selezione carta e cartone Arezzo, capacità 23.000 t/a;

Aisa Impianti spa: selezione rifiuti da imballaggi Arezzo, impianto già autorizzato, capacità 45.200 t/a;

Revet spa: selezione e riciclo delle plastiche Pontedera, capacità 125.000 t/a);

TB spa: riciclo metalli preziosi da schede elettriche di Raee Terranuova Bracciolini, capacità 235 t/a;

Aer Ambiente Energia Risorse spa: Digestione anaerobica, pirolisi digestato per produrre biochar, gas di pirolisi a combustione per autoconsumo, fase liquida digestato a strippaggio ammoniaca Rufina, capacità 40.000 t/a;

Alia Servizi Ambientali Spa: gassificatore Pontedera, capacità 256.000 t/a;

Alia Servizi Ambientali Spa: gassificatore Rosignano, capacità 256.000 t/a;

Alia Servizi Ambientali Spa: selezione rifiuti tessili Prato, capacità 34.000 t/a;

Alia Servizi Ambientali Spa: selezione Raee Firenze, capacità 30.000 t/a;

Alia Servizi Ambientali Spa: selezione di carta e cartone Pistoia, capacità 50.000 t/a;

Alia Servizi Ambientali Spa: produzione di prodotti chimici di base a partire da combustibile solido secondario prodotto da rifiuti urbani, attraverso gassificazione rifiuti e successivo utilizzo del gas di sintesi come materia prima per la produzione di prodotti chimici di base Empoli, capacità 192.000 t/a;

Agricola Poliziana Srl: utilizzo, nell’ambito della propria attività esistente di biodigestione di rifiuti urbani costituiti da ‘purea organica’ Montepulciano, in fase autorizzatoria, capacità 30.000 t/a;

Siena Ambiente spa: selezione multimateriale, carta e cartone/ digestione anaerobica Forsu potenziamento impianto in esercizio Asciano, già autorizzato, capacità 136.000 t/a;

Scapigliato srl: selezione manuale e meccanica mulimateriale, carta, cartone, plastica, sopravaglio da selezione meccanica indifferenziato Rosignano Marittimo, capacità 145.000 t/a;

Retiambiente spa: digestione anaerobica Massa, capacità 60.000 t/a);

Retiambiente spa: selezione meccanica RD multimateriale, carta e cartone Massa, capacità 21.000 t/a;

Retiambiente spa: digestione anaerobica Forsu e sfalci Massarosa, capacità 50.000 t/a;

Retiambiente spa: selezione meccanica RD carta e cartone Massarosa, capacità 25.000 t/a;

Retiambiente spa: selezione meccanica RD multimateriale Massarosa, capacità 12.000 t/a;

Retiambiente spa: linea purificazione biogas a valle del digestore anaerobico in costruzione Pontedera, capacità 44.000 t/a;

Retiambiente spa: lavaggio terre da spazzamento e vagliatura posidonia spiaggiata Cecina, capacità 30.000 t/a;

Retiambiente spa: compostiera di comunità Riparbella, capacità 80 t/a;

Retiambiente spa: selezione meccanica e sanificazione prodotti assorbenti per la persona Capannori, capacità 10.000 t/a;

Retiambiente spa: selezione meccanica e manuale di rifiuti tessili pre e post consumo Capannori, capacità 6.500 t/a;

Retiambiente spa: linee di compostaggio aerobico di sfalci e potature, fanghi civili. Selezione meccanica RD Livorno, capacità 142.800 t/a;

Retiambiente spa: selezione meccanica RD multimateriale, carta e cartone Cecina, per la produzione di materie prime seconde, capacità 45.000 t/a;

Retiambiente spa: impianto ossicombustione pressurizzato senza fiamma per il trattamento di scarti dalla selezione di RD, sottovaglio o scarti di tmb di Ru indifferenziati, percolato per la produzione di materiale vetroso per usi civili e usi industriali Peccioli, capacità 179.000 t/a;

Futura spa: digestione anaerobica Grosseto. già autorizzato, capacità 95.618 t/a;

Vetro Revet srl: trattamento vetro e multimateriale Empoli, capacità 240.000 t/a;

 “Perplessità e dubbi su proposte che per la gran parte riguardano impianti che poco hanno a che fare con il riuso della materia - le ha manifestate Silvia Noferi (Movimento 5 stelle). Il Piano, a suo dire, “pare già un po’ datato”. “Si deve sviluppare un nuovo modello industriale che porti alla produzione di meno rifiuti e tecnologie rispondenti a questo modello. Tecnica e scienza ci possono aiutare molto ma dipende anche dalla volontà di chi pianifica il territorio” ha aggiunto e sulla tipologia di impianti, in particolare gassificatori pirolizzatori, Noferi è chiara e convinta: “Sono i più pericolosi. Non c’è un vero e proprio riuso. Ho paura che a zero rifiuti non si arrivi con mille impianti, tanto più se vuol dire anche aumentare l’inquinamento atmosferico”. Infine la richiesta su come si intende sopperire alla chiusura dell’inceneritore di Montale, prevista per il 2026.

“Non siamo di fronte ad un vezzo ideologico. Siamo di fronte ad vera opportunità per coniugare sviluppo e tutela” ha osservato la presidente della commissione Ambiente Lucia De Robertis (Pd). “L’economia circolare – ha continuato – rappresenta non solo l’opzione più avanzata ma lo strumento di creazione di una economia virtuosa. Sapremo dialogare con i territori e tutti i soggetti coinvolti. L’avviso pubblico è lo strumento attraverso il quale la Regione dimostra di voler allargare il proprio spettro d’azione. Vogliamo – ha spiegato – tener conto di tutto il sistema e si tratta di una grande responsabilità che intendiamo assumerci”. Poi rivolgendosi direttamente all’assessore Monia Monni ha auspicato un “equilibrio territoriale tenendo corta la distanza tra produzione e smaltimento dei rifiuti”.

Non pienamente convinta dei contenuti della comunicazione si è dichiarata Elisa Tozzi (gruppo misto – Toscana Domani). La fotografia esatta del fabbisogno impiantistico dei territori, necessario per chiudere il ciclo, dovrebbe essere il “punto centrale”. “Il gap impiantistico della Toscana è noto. Deriva molto dal non aver realizzato impianti nella Toscana Centro ma non solo. Oggi – ha osservato – siamo chiamati ad un’assunzione di responsabilità”. Nel ricordare che lo sviluppo di distretti sui territori “sono occasioni”, ha aggiunto come in parallelo si debba procedere con un coordinamento e un approfondimento”. Poi il tema delle tariffe: “anche su questo fronte è necessario aprire una riflessione” ha aggiunto garantendo “massima disponibilità ad ogni approfondimento funzionale alla strategia dell’economia circolare”.

L’iter dell’avviso è stato “da noi condiviso, sollecitato e auspicato” ha rilevato Stefano Scaramelli (Italia Viva). Il numero nemmeno tanto elevato delle proposte “ci permetterà di approfondire tutti gli aspetti del caso” ha aggiunto non nascondendo l’auspicio di un governo regionale anche sugli ambiti territoriali ottimali. “La politica deve assumersi le sue responsabilità e se questo Piano diventasse un piano di economia circolare, quindi allargato anche alla componente energetica, a suo dire sarebbe la scelta migliore.

Per Alessandro Capecchi (Fratelli d’Italia), vicepresidente della commissione Ambiente, nella comunicazione ci sono “tanti intenti e poca sostanza”. Sulle 39 proposte e sulle relative motivazioni del gruppo tecnico, manca un dato fondamentale per la Toscana: la tempistica. Nel periodo intermedio che occorrerà per andare a regime, “sei, sette anni” ha rilevato il consigliere, nulla si dice su cosa si intenda fare. “Si vuole forse continuare a pagare la Tari più alta del mondo e ad interrare il 36 per cento dei rifiuti?” ha domandato. Portando poi ad esempio lo stralcio per “decisione politica” di Case Passerini, ha osservato come alcuni territori abbiano già pagato molto ma la “pianificazione impone al soggetto pubblico di distribuire in maniera equa su tutti i territori”. Assente anche la roadmap del Piano rifiuti e in particolare il “numero degli Ato che – ha spiegato – possono essere anche intraregionali, il problema è capire su quale filiera produttiva. Se non ho compreso male, si sta pensando ad un sistema misto”. Poi un’altra criticità: era prevista la dismissione di Selvapiana. Ora c’è una nuova proposta per fare un impianto ancora più grande giustificandolo sulla base del vecchio Piano. Anche questo è strano perché si giustifica l’impianto sulla base del vecchio Piano. Nell’avviso pubblico c’era una netta esclusione degli inceneritori nonostante lo stesso Pd, anche intelligentemente, abbia ammesso che servono”. Infine un richiamo al Piano nazionale dei rifiuti del marzo 2022: “In quel documento si dice che la Toscana ha otto inceneritori, la Regione ne certifica però quattro”.

La discussione in Aula segna un “momento importante” per il consigliere Pd Francesco Gazzetti. La comunicazione è un “atto qualificante della legislatura”. “Assistiamo – ha spiegato – al rispetto di un impegno assunto dalla Giunta. Quando a febbraio si annunciò l’avvio del procedimento, si chiarì che il Consiglio sarebbe stato costantemente informato e così è stato”. “In questo modo – ha aggiunto – abbiamo anche l’opportunità d capire cosa si muove in Toscana e quali sono le idee che si intendono mettere in campo”. Insomma per Gazzetti il progetto dimostra “linearità e trasparenza” con una “risposta significativa. Le 39 arrivate sono proposte, seguirà la fase di approfondimento, molto ampia e articolata”.

“La scelta fatta dal Pd è stata quella di non governare il processo più delicato, stretto tra posizioni anche molto distanti” ha dichiarato Diego Petrucci (Fratelli d’Italia). E il Pd, ha aggiunto, “fa anche di peggio: non ci sono 39 proposte perché sei sono quelle presentate da Alia e tredici da Retiambiente”, le “due corazzate fatte dalla politica e pagate dalla politica” ha dichiarato. “Si lascia quindi a questi player politici le scelte che la politica non può fare per non scomodare qualcuno. Si rinuncia a scegliere in prima persona ma si lascia la palla ad ex colleghi di partito che non siedono più tra questi scranni” ha concluso.


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