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Politica mercoledì 15 febbraio 2017 ore 14:40

Rossi, Emiliano e Speranza insieme per la sinistra

Sabato a Roma anche gli altri due candidati alla segreteria Pd in alternativa a Renzi parteciperanno all'evento Rivoluzione socialista di Enrico Rossi



FIRENZE — Prove di unità nella sinistra del Partito democratico. Per sabato 18 febbraio il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il primo a candidarsi alla segreteria nazionale del Pd in contrapposizione a Matteo Renzi, ha chiamato a raccolta a teatro Vittoria di Roma compagni e compagne che credono in una nuova prospettiva a sinistra per il partito, in un "socialismo per il nuovo millennio". E all'evento prenderanno parte anche gli altri due candidati alla segreteria dem, il governatore della Puglia Michele Emiliano e il deputato Roberto Speranza.

"Dopo l'esito deludente della direzione Pd - scrivono Rossi, Emiliano e Speranza in una nota congiunta - saremo al teatro Vittoria con l'obiettivo di costruire un'azione politica comune, per rivolgere un appello a tutti i nostri militanti e attivisti e per impedire una deriva dagli sviluppi irreparabili".

Lunedì scorso la direzione del Pd di stretta maggioranza renziana, su proposta dello stesso segretario, ha dato il via libera al congresso anticipato del partito. Tempi e modalità saranno decisi ufficialmente domenica prossima dall'assemblea nazionale ma proprio sulla tempistica si è subito aperto un nuovo fronte: Renzi e i suoi vorrebbero un congresso superveloce da consumare in meno di due mesi mentre la minoranza punta su tempi più lunghi, almeno sei-sette mesi com'è avvenuto per gli ultimi due congressi, per organizzare una conferenza programmatica e approfondire la discussione nei territori. Evitando così di fare campagna per il nuovo segretario in contemporanea con la campagna per le elezioni amministrative.

"In direzione avevamo chiesto a Renzi  un impegno preciso - spiegano i tre candidati alla segreteria - ovvero il sostegno al governo Gentiloni fino alla sua scadenza naturale, un congresso senza forzature e preceduto da una conferenza programmatrica nella qule ritrovare l'unità ma siamo stati inascoltati. L'esito finale è stato profondamente deludente e ha sancito la trasformazione del Partito democratico nel Partito di Renzi, un partito personale e leaderistico che stravolge l'impianto identitario del Pd e il suo pluralismo".

"Per questo sabato mattina saremo tutti insieme al teatro Vittoria con l'ibiettivo di costruire un'azione politica comune - concludono Emiliano, Speranza e Rossi - Il Pd non può smarrire la sua natura di partito del centro-sinistra, che trova le due ragioni fondative nel principio dell'uguaglianza e nei valori della Costituzione".

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