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Toscana, regione a rischio alluvioni - MAPPE

Nelle aree a rischio elevato, dove cioè l’accadimento alluvionale è possibile con un tempo di ritorno di 20-50 anni, vivono oltre 256mila cittadini



FIRENZE — Nella Piattaforma nazionale IdroGEO (http://idrogeo.isprambiente.it/) gestita da ISPRA sono disponibili i dati relativi a tutti i comuni italiani elativamente alle situazioni di pericolosità idraulica, in altre parole, a rischio alluvioni. Sui medesimi fenomeni, poi, Ispra ha pubblicato il rapporto sul Dissesto idrogeologico in Italia.

Il Rapporto Ispra evidenzia come la Direttiva 2007/60/CE o Direttiva Alluvioni, indichi che alcune attività antropiche, quali la crescita degli insediamenti umani, l’incremento delle attività economiche, la riduzione della naturale capacità di laminazione del suolo per la progressiva impermeabilizzazione delle superfici e la sottrazione di aree di naturale espansione delle piene, contribuiscano ad aumentare la probabilità di accadimento delle alluvioni e ad aggravarne le conseguenze.

Gli eventi alluvionali, presentano una sorta di ripetitività, nel senso che medesime porzioni di territorio nel tempo sono state interessate da inondazioni e alcune di esse si configurano come aree a rischio potenziale significativo di inondazione.

La Direttiva alluvioni richiede (art.6) che siano redatte, mappe di pericolosità che contengono la perimetrazione delle aree che potrebbero essere interessate da alluvioni secondo tre scenari di probabilità (ovvero di pericolosità):

  • scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi; tempo di ritorno maggiore di 200 anni (P1);
  • media probabilità, alluvioni poco frequenti: tempo di ritorno fra 100 e 200 anni (P2);
  • elevata probabilità, alluvioni frequenti: tempo di ritorno fra 20 e 50 anni (P3).
  • I dati messi a disposizione di Ispra per ciascuno dei tre scenari comprendono le superfici (kmq) delle aree a rischio, la popolazione, gli edifici, le imprese ed i beni culturali che sarebbero coinvolti negli eventi alluvionali.

    Per quanto riguarda la Toscana gli eventi alluvionali succedutisi da quello disastroso del 4 novembre 1966, non sono pochi: Livorno (2017), Carrara (2014), Grosseto (2012), Lunigiana (2011), Carrara (2003), Versilia (1996), Poggio a Caiano (1992), Campi Bisenzio (1991).

    Anche solo limitandosi ad esaminare la situazione delle aree a rischio elevato, dove cioè l’accadimento alluvionale è possibile con un tempo di ritorno di 20-50 anni (tempi che tuttavia possono ridursi anche fortemente in relazione all’emergenza climatica che determina eventi meteorologici estremi con sempre maggiore frequenza), vediamo che oltre 256mila cittadini, 62mila edifici, 27mila imprese e quasi 1.300 beni culturali è probabile che ne siano coinvolti.

    Nel seguente grafico interattivo è possibile visionare i dati a livello provinciale – per tutti e tre gli scenari di rischio, constatando, ad esempio che le province con maggiore situazioni di rischio elevato sono le province di Firenze (per popolazione e imprese potenzialmente interessate), Grosseto (superficie), Lucca (edifici) e Pisa (beni culturali).

    Vedi anche https://ambientenonsolo.com

    Marco Talluri
    © Riproduzione riservata

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