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Attualità sabato 26 settembre 2015 ore 12:32

I piccoli gesti della buona accoglienza

VITTORIO BUGLI SU LA COSA GIUSTA ACCOGLIENZA PROFUGHI - dichiarazione

In tutta la Toscana l'iniziativa #‎lacosagiusta‬, organizzata dal Pd, per conoscere le persone arrivate in Italia scappando dai loro paesi in guerra



SCANDICCI — Dieci storie di dieci uomini venuti dal Mali. Sono rifugiati che chiedono asilo politico e vivono in una casa gestita dalla cooperativa Cenacolo a Scandicci. Una storia di accoglienza e cooperazione ma anche di guerra e disperazione. Intorno al tavolo della cucina i dieci rifugiati raccontano le loro vite prima di arrivare in Italia. Hanno negli occhi la voglia di esprimersi di raccontare anche se stanno ancora imparando l'Italiano ma si fanno capire. Insieme a loro a sentire le loro storie l'assessore regionale Vittorio Bugli, i collaboratori della cooperativa, i proprietari dell'appartamento, Elena Capitani, assessore del comune di Scandicci e i volontari che, ogni giorno, aiutano queste persone ad integrarsi nella nostra società.

Fra questi dieci ragazzi c'è Dramane. Arriva dal Mali paese che vive in guerra un conflitto che terrorizza intere popolazioni, uno dei campi di battaglia più estesi del jihadismo. E' scappato due anni fa, è solo adesso, là non ha più nessuno. Dramane ha attraversato il Niger e arrivato in Libia è stato imprigionato per otto mesi subendo atroci maltrattamenti. Poi un giorno viene imbarcato a forza, lui non sapeva dove stesse andando ne perché, su una carretta del mare, un barcone, insieme ad altre trecento persone. Ha sofferto la fame e la sete per tre giorni. Arrivato in Calabria è stato portato in ospedale perché troppo disidratato. Adesso vive a Scandicci con altri connazionali e ringranzia più di una volta durante l'incontro per avergli dato la possibilità di vivere come una persona. 

Questa è la storia di Dramane ma tutte le altre sono storie simili di chi adesso però sta cercando una nuova vita.

"Cosa vi aspettate dall'Italia?". Gli chiede qualcuno e tutti rispondono decisi: “Un'occasione”.

I ragazzi maliani frequentano corsi per imparare l'italiano e aiutano a pulire il parco di piazza Paisello a Scandicci. Seguono anche un corso di primo soccorso alla Croce Rossa e giocano a calcio in un campetto della parrocchia di San Martino a Lastra a Signa. E qualche volta ci scappa anche la partita Italia-Mali.

Il modello dell'accoglienza toscano funziona e funziona meglio se si riesce a far conoscere le persone e farsi conoscere. Al 16 settembre i richiedenti asilo ospitati in Toscana erano 5.682 in 408 strutture. È rilevante che in soli 10 giorni il numero messo a disposizione dalla Regione ha ricevuto oltre 470 telefonate di cittadini disponibili a dare ospitalità.

Storie di speranza e integrazione, i racconti della buona accoglienza, che questa mattina i 24 consiglieri regionali del Pd della Toscana, con l’assessore Vittorio Bugli, hanno raccolto visitando le strutture per i profughi gestite da associazioni ed enti del no profit.

La giornata #lacosagiusta – questo l’hashtag scelto per la giornata dei consiglieri Pd – è stata raccontata con una diretta web e social, dove in tempo reale sono rimbalzate le tante storie e le immagini di una buona pratica della gestione del fenomeno. Storie di immigrazione, certo, ma anche vicende di italiani che stupiscono. Come quella commovente del novantenne Angiolino di San Giovanni Valdarno, ex partigiano della brigata Mameli, che tutti i giorni su una panchina lungo il fiume insegna l'italiano a due ragazzi africani, aiutandosi con un libro illustrato per bambini.

“Sì, abbiamo fatto proprio la cosa giusta – commenta il capogruppo Leonardo Marras – che è servita a noi per conoscere da vicino e che spero sia utile a tutti mediante i nostri racconti. Anche le paure e la diffidena, dove ci sono, si possono risolvere con la conoscenza".


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