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Cronaca mercoledì 09 marzo 2022 ore 21:00

Falsi tamponi e green pass, interdetti 2 medici ospedalieri

Tamponi molecolari
Foto di repertorio

Nell'inchiesta, durata tre mesi, ci sono 10 indagati fra medici, infermieri e familiari dei sanitari. Perquisite le abitazioni delle persone coinvolte



PROVINCIA DI GROSSETO — Due medici in servizio presso un ospedale della provincia, di cui uno con un ruolo di direttore di reparto, sono stati interdetti dalla professione nell'ambito di un'inchiesta dei carabinieri coordinata dalla procura di Grosseto. Gli indagati complessivamente sono una decina fra medici, infermieri e familiari di un sanitario, tutti accusati di aver falsificato la documentazione relativa ad alcuni tamponi per la diagnosi del Covid ai fini del rilascio del green pass rafforzato a persone che non erano vaccinate.

I provvedimenti cautelari sono stati assunti al termine di 3 mesi di indagini, durante i quali i militari hanno anche perquisito le abitazioni degli indagati. I green pass contestati sono stati sequestrati dai Ministeri della salute e dell'Economia.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, uno dei due medici, sfruttando la propria posizione dirigenziale, in concorso con gli altri sanitari indagati, avrebbe attestato falsamente vari accessi al pronto soccorso sia di se stesso che dei suoi familiari, nessuno dei quali è vaccinato contro il Covid, accettando nel reparto tamponi molecolari eseguiti all'esterno dell'ospedale come se invece fossero stati eseguiti al suo interno. Il procedimento ricostruito dai Carabinieri alla fine avrebbe permesso di attestare false guarigioni dal Covid, con conseguente rilascio di green pass rafforzati, le certificazioni che si ottengono solo con la vaccinazione oppure dopo la guarigione, permettendo così al medico di continuare a esercitare la professione (per i sanitari la vaccinazione anti-Covid è obbligatoria per decreto).

La Direzione della Asl Toscana Sud Est, venuta a conoscenza delle indagini preliminari della procura della Repubblica e dei carabinieri a carico dei due medici e di altri indagati tra il personale sanitario, ha confermato la "completa fiducia nella Magistratura" a cui ha fornito la "massima collaborazione".

"Si tratta di casi isolati che non devono macchiare la lealtà e il rispetto delle norme che centinaia di professionisti della Asl ogni giorno mettono in campo con grande spirito di sacrificio per garantire la salute di tutti - si legge in una nota della Asl - L'Azienda informa che è stata immediatamente aperta una indagine interna per individuare i risvolti disciplinari a carico del personale coinvolto. L'auspicio della direzione è che le indagini della magistratura accertino tutte le eventuali responsabilità nel minor tempo possibile".


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