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Attualità lunedì 27 aprile 2020 ore 20:15

L'export riparte, Rossi scrive ai prefetti per una procedura rapida

Una circolare del governo ha autorizzato la riapertura anticipata delle imprese esportatrici. In Toscana sono circa 2.000. Come individuarle



FIRENZE — Il presidente della Regione Enrico Rossi ha scritto ai prefetti in merito alla riapertura delle aziende strategiche dell’export che, sulla base di una circolare dei ministeri competenti sollecitata insistentemente proprio dalla Toscana, potrebbero riprendere l'attività produttiva già da questa settimana, dopo averne dato comunicazione alle prefetture. 

In Toscana si calcola che potrebbero essere circa duemila le aziende leader interessate ma, considerando anche i fornitori e la filiera, il perimetro si allarga ulteriormente. Ma come individuare queste aziende?

Rossi ha proposto ai prefetti di considerare le imprese il cui fatturato, almeno per il 50 per cento in almeno uno degli ultimi tre anni, è  derivato dalle esportazioni. E siccome non vi è nessun dato relativo alle imprese appartenenti alle filiere, secondo Rossi dovrà essere l'impresa principale ad autocertificare quali sono le sue imprese fornitrici delle materie prime e quelle di filiera, oltre a dichiarare che almeno la metà del proprio fatturato è rivolto all’export.

Una procedura che Rossi definisce "semplice e rapida". 

Le aziende che riapriranno, oltre a darne comunicazione al prefetto, dovranno farlo rispettando le misure di sicurezza e prevenzione previste dal decalogo anti-contagio contenuto nell’ordinanza che Rossi ha firmato il 18 aprile scorso, dopo un confronto con le parti sociali e le associazioni di categoria.

“L’export toscano è cresciuto del 70 per cento dal 2008, anno d’inizio della grande recessione ,ed oramai ha superato i 40 miliardi di euro - ha spiega Rossi in una nota - In tal senso la perdita di posizioni e delle relative quote di mercato nel contesto internazionale costituisce un elemento di rilevanza strategica, in misura ancora più consistente per un territorio come la Toscana che ha una struttura produttiva a base esportativa”.

La Regione, pensando ad una riapertura anticipata, aveva individuato dieci giorni fa tremila aziende toscane che esportano almeno il 25 per cento sui mercati internazionali: imprese che producono macchinari, altre della pelletteria e del cuoio, l’oreficeria di Arezzo e tutto il settore della moda. Si tratta di 90mila lavoratori diretti e di altri 25 mila nell’indotto che insieme realizzano un terzo del Pil regionale.

La nota dei ministeri, che limita la possibilità dell'apertura anticipata prima del 4 maggio alle sole attività produttive “orientate in modo prevalente alle esportazioni”, ovvero che esportano per almeno la metà del fatturato, riduce la portata del via libera. Ma secondo l’Irpet, l’istituto di programmazione economica della Regione, ne rimangono circa duemila. E considerando che un’impresa può portarsi dietro tutto l’indotto e la rete di fornitori, alla fine le aziende con i requisiti per rimettersi subito in moto sono molte di più.


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