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Politica mercoledì 11 gennaio 2023 ore 10:30

Spaccatura Pd a Piombino, si dimette Baldassarri

La sede del Pd a Piombino

Dimesso dal ruolo di segretario dell’Unione comunale Pd. “Riprendo, dunque, la mia piena libertà di azione, rimanendo un semplice iscritto al partito”



PIOMBINO — Si è dimesso il segretario dell’Unione comunale a Piombino Andrea Baldassarri. La decisione è stata presa a seguito di un documento condiviso e presentato da una parte non minoritaria del partito.

Alla base dei dissidi ci sarebbero le posizioni sui temi del rigassificatore, delle acciaierie di Piombino e le possibili dinamiche da intavolare in vista delle future elezioni amministrative.

“A seguito di un documento molto critico nei miei confronti, approvato dalla Direzione del Pd di Piombino, ho rassegnato le mie dimissioni da segretario dell'Unione Comunale. - ha commentato Baldassarri - Riprendo, dunque, la mia piena libertà di azione, rimanendo un semplice iscritto al partito. Chi vuole potrà farsi un'idea ed un giudizio su ciò che è accaduto. Da tempo c'erano, nel partito, differenze di visione su temi importanti. Uno di questi è stato sicuramente il rigassificatore, a cui sono stato e resto radicalmente contrario, ed il rapporto con i comitati, che io credo debbano essere degli interlocutori, seppure nella differenza di ruoli e, a volte, di idee. Ci sono, inoltre, visioni profondamente diverse anche in campo programmatico. Io credo, ad esempio, che si debba tentare in ogni modo di salvare almeno un pezzo del nostro polo siderurgico, ma sono anche convinto che, date le condizioni oggettive in cui versa la fabbrica, sia necessario lavorare con maggiore energia e determinazione alla nascita di un settore manifatturiero alternativo. C'è chi, invece, postula che il futuro di questa città possa essere garantito solo da una rinascita della siderurgia, il che, secondo me, equivale a chiudere gli occhi davanti alla realtà. Io sono convinto che sia giusto puntare ad intercettare e sfruttare meglio i flussi turistici che sono una delle grandi opportunità economiche del nostro tempo. Certo, occorre puntare su un turismo maturo, che non aggredisca il territorio e le sue risorse, con una stagione più lunga, stimolata da eventi e iniziative che valorizzino la nostra identità, i nostri beni culturali, le nostre ricchezze ambientali. C'è chi, invece, ritiene che il turismo sia un settore saturo, che non presenta opportunità significative”.

“Io sono convinto che, - ha proseguito - se si vuole provare a vincere la prossime elezioni si debba provare a discutere con tutti, senza preclusioni, anche con quelle forze politiche che si collocano a sinistra, come il Movimento 5 Stelle e Rifondazione. C'è chi, invece, guarda a queste forze politiche con sospetto o almeno con scetticismo, ritenendo che non valga la pena di avviare un dialogo ed un confronto. Ci sono, infine, valutazioni differenti sui motivi che ci hanno portato a perdere le ultime amministrative, su responsabilità, errori, omissioni ed insopportabili lentezze del passato, che ci hanno portato alla sconfitta e che, oggi, gridano una sola parola: discontinuità, profonda, radicale discontinuità”.

“Questa situazione, - ha concluso - non nasce solo da dinamiche di potere, che pure un peso ce l'avranno, ma anche da profonde differenze di visione politica. Spero che chi ha redatto e votato il documento di cui si parla, dica in modo chiaro cosa pensa, cosa vuole per la città ed il partito, senza nascondersi dietro questioni di metodo che mi sembrano molto pretestuose e, comunque, poco rilevanti, di fronte alla sostanza dei problemi. Da parte mia vado avanti e continuerò a dire quello che penso, in questa sede ed in ogni altra che mi verrà concessa”.

“Il segretario, invece di raccogliere la richiesta, ha ritenuto opportuno rassegnare le dimissioni. - hanno commentato dalla direzione Pd - L'elezione del segretario avvenuta circa un anno fa era stata vissuta come la possibilità di una ripartenza per un partito uscito da una pesante sconfitta alle amministrative. E un tentativo di ricambio, anche sostanziale, del gruppo dirigente piombinese che di quella sconfitta era stato protagonista. A giudizio dei firmatari del documento, presentato in direzione e approvato a maggioranza, il segretario non ha saputo svolgere il ruolo di coinvolgimento e mediazione, necessario per ricostruire la nostra comunità politica, ma ha invece preso decisioni e assunto posizioni autonome o condivise con pochi. Ci saremmo aspettati un minimo di autocritica o di ricerca di ricomporre la frattura che si era creata ed invece, come ogni qualvolta si è chiesto un confronto, si è alzato un muro di ostilità. La situazione di disagio di fronte a questo modo di operare non era più accettabile e non è certo, come qualcuno ha paventato, frutto di movimenti correntizi. Chi li evoca, evidentemente li utilizza. Ora si tratta di superare questo momento cercando una ricomposizione possibile, con il coinvolgimento e la partecipazione di tutti coloro che vorranno dare una mano. Le elezioni a Piombino si possono vincere e il Pd vuole dare il suo importante contributo”.


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