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Attualità venerdì 23 febbraio 2024 ore 19:10

Intervento record, 10 ore per asportare un tumore gigante

sala operatoria

Un'équipe multidisciplinare e multiprofessionale ha eseguito con successo la rimozione di un neurinoma presacrale benigno in laparoscopia



PISA — Intervento record con 10 ore di sala operatoria in Toscana, presso l'azienda ospedaliero universitaria pisana di Cisanello dove un'équipe multidisciplinare e multiprofessionale ha portato a termine con successo l'asportazione di un neurinoma presacrale gigante in laparoscopia. Il tumore benigno è stato rimosso nelle scorse settimane, e l'Aoup ne ha data notizia oggi.

L'intervento multispecialistico ad alta complessità ha coinvolto i team di Neurochirurgia, Chirurgia generale e Neurologia, oltre ovviamente alla parte anestesiologica (Anestesia e terapia del dolore) e tecnico-infermieristica.

L’intervento è assolutamente riuscito, la persona operata è stata dimessa e, una volta a casa, ha scritto una toccante lettera di ringraziamento all’équipe e a tutti coloro che l’hanno presa in carico durante la degenza pre e post-operatoria.

Una sfida chirurgica rara

La seduta chirurgica fiume colloca di fatto l’Aoup fra i pochi centri di riferimento in Italia per questo tipo di chirurgia. Il neurinoma è un tumore benigno che si origina dalle cosiddette cellule di Schwann che formano la guaina che riveste il prolungamento delle cellule nervose, dei nervi cranici e dei nervi spinali e rappresenta il 7% di tutti i tumori del sistema nervoso centrale. 

"In questo caso clinico - spiega l'azienda ospedaliero universitaria pisana in una nota - il neurinoma era di dimensioni consistenti e localizzato davanti all’osso sacro, quindi in stretto rapporto con importanti strutture anatomiche come grossi vasi sanguigni e nervi, da preservare assolutamente nella loro integrità".

Una sfida chirurgica rara, dunque, con un numero limitato di casi descritti nella letteratura medica. Il procedimento chirurgico altamente avanzato e delicato ha richiesto competenze specialistiche e una pianificazione accurata possibili solo in centri altamente specializzati, dotati di un team multidisciplinare composto da neurochirurghi, chirurghi generali esperti in tecniche mini-invasive, neurofisiologi e altri professionisti sanitari esperti in procedure combinate tra le due discipline chirurgiche e, soprattutto, in grado di effettuare anche il monitoraggio intra-operatorio delle funzioni nervose, in modo da preservare la funzionalità neurologica del paziente durante l'intervento, riducendo il rischio di danni neurologici permanenti. 

Tecniche specializzate e interazione fra discipline chirurgiche

Un processo che richiede l'utilizzo di tecniche specializzate come il monitoraggio elettroneurofisiologico, che consentono al team di sala operatoria di valutare continuamente l'integrità delle vie nervose e di apportare eventuali correzioni durante l'intervento. 

In questo caso clinico il neurochirurgo, avendo un’estesa esperienza nella gestione di queste lesioni, lavora a strettissimo contatto con il chirurgo generale onde evitare complicanze potenzialmente fatali come ad esempio l’avulsione della radice nervosa di origine, collocata nel forame sacrale. 

A tutto questo complesso expertise si aggiungono i vantaggi della chirurgia mini-invasiva ossia una ridotta perdita di sangue, un recupero più rapido e una minore incidenza di complicanze post-operatorie. 

I protagonisti

L’équipe multidisciplinare di sala in questo caso era composta da Giancarlo Lupi (neurochirurgo), Piero Buccianti (chirurgo generale), Gabriella Licitra (anestesista), Francesco Turco e Davide Paoli (neurologi con esperienza in neurofisiologia), Michelangelo Bartolotta (coordinatore dei tecnici di neurofisiolopatologia) e Fabio Cignoni (tecnico di neurofisiolopatologia), Angelica Taddeucci, Michela Vanacore, Alessio Giovannelli e Tommaso Tosi (infermieri). 


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