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Attualità Giovedì 08 Gennaio 2026 ore 13:15

Meno piogge ma più intense, la scoperta dell'Università

Analizzati i dati pluviometrici relativi a oltre 200 anni di storia italiana: alla radice il cambiamento climatico e un Mediterraneo sempre più caldo



PISA — In Italia piove meno ma lo fa in modo più violento. È questo il risultato ottenuto da uno studio dell'Università di Pisa condotto dai docenti Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research.

La ricerca ha analizzato per la prima volta oltre 200 anni di dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne per ricostruire l'evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. E dai risultati emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell'Alto Adriatico. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003.

Un aumento marcato dell'intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi. "Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - ha commentato Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle zone più popolate e agricole come la Pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture".

Per lo studio la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d'aria sopra l'Europa e il Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l'anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferico: questo non fa aumentare la pioggia, ma rende le singole precipitazioni più intense e violente.


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