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Politica mercoledì 23 luglio 2014 ore 18:07

Riforma elettorale toscana, Forza Italia dice sì al Pd

Le altre forze del centrodestra non hanno condiviso l'accordo su soglie e listino bloccato. Ma ormai ci sono i numeri per l'ok in aula a settembre



FIRENZE — La discussione sulla riforma elettorale toscana va avanti da mesi nel gruppo di lavoro in consiglio regionale presieduto dalla consigliera regionale del Pd Daniela Lastri. Alla fine pero' i democratici, al di fuori del gruppo di lavoro, sono riusciti a trovare un'intesa con Forza Italia sul testo presentato dal Pd il 13 giugno, sottoscritto anche da altre forze di maggioranza come Toscana civica democratica, Comunisti Italiani, Socialisti e Centro Democratico.

In particolare, per convincere il principale partito d'opposizione è bastato lavorare sul mini listino bloccato facoltativo, che il Pd voleva abolire e Forza Italia mantenere intatto, riducendolo da 5 nomi a 3

L'accordo  però non ha retto alla prova del gruppo di lavoro sulla riforma elettorale che, dopo ore di discussione, non ha partorito un documento unitario per l'opposizione di Ncd, Più Toscana, Fratelli d'Italia e Udc. Alla fine il gruppo si è pronunciato a maggioranza su una mozione mentre Pd e Forza Italia non hanno partecipato al voto.

Nei prossimi giorni quindi la consigliera Lastri invierà alla presidenza del Consiglio regionale una relazione nella quale verrà messa nero su bianco la proposta uscita dal gruppo di lavoro il 21 luglio scorso, che prevede l'abolizione del mini listino bloccato e l'abbassamento delle soglie minime per entrare in consiglio al 3%, a prescindere che un partito sia o meno in coalizione.

Ma, al di là della posizione di Daniela Lastri e delle altre forze del centro destra, ormai ci sono i numeri per approvare il nuovo testo frutto dell'accordo fra Pd e Forza Italia con una larga maggioranza trasversale.

“Sulla riforma elettorale promessa mantenuta - ha commentato il capogruppo del Pd Ivan Ferrucci - C'è l'intesa che entro luglio la prima commissione affari istituzionali voti in rappresentanza di una larghissima maggioranza delle forze politiche presenti in consiglio (Pd – Cd – Tcr – Pdci – Fi) un testo che si basa sul ritorno alle preferenze su piccoli collegi, premio di governabilità e parità di genere, e un minilistino facoltativo - che già precedentemente la direzione regionale Pd ha escluso di utilizzare. In questo modo potremo approvare il provvedimento nel primo consiglio regionale di settembre (previsto dal calendario per il giorno 9)''. 

''E’ così stato dato pieno compimento al mandato conferito al gruppo consiliare del Pd, con il documento approvato a larghissima maggioranza dalla direzione regionale del 17 marzo scorso - ha sottolineato Ferrucci - Riteniamo molto importante che su una regola del gioco fondamentale si sia saldato un accordo che coinvolge anche la principale forza di opposizione. In questo contesto, segnato anche dalla riduzione dei consiglieri da 55 a 40, appare bizzarra, oltre che priva di qualsiasi effetto sostanziale, la decisione della consigliera Daniela Lastri e di una parte dei componenti del gruppo di lavoro stesso di presentare una mozione che, oltre a non tenere conto di tutto il lavoro svolto, è stata votata nel momento in cui tutte le forze politiche che hanno sottoscritto l’accordo o non erano presenti o avevano comunque dichiarato di non partecipare”.

Fra le novità introdotte dal testo proposto dal Pd ci sono il ripristino delle preferenze, che saranno 'agevolate' con la possibilità di esprimere un doppio voto di genere; ballottaggio in caso che nessun candidato presidente di Regione raggiunga il 40%; premio di maggioranza differenziato con il 60% dei seggi se si consegue piu' del 45% voti e il 57,5% dei seggi a chi prende tra il 40% e il 45%. Un punto quest'ultimo accolto con favore da Forza Italia: se anche il centrosinistra dovesse raccogliere oltre il 60% dei consensi, 16 consiglieri su 40 sarebbero comunque garantiti all'opposizione

I collegi individuati invece sono 13, uno per provincia più 4 per quella di Firenze, mentre le liste dovranno essere presentate in almeno 3 circoscrizioni

Previste soglie di sbarramento  diversificate: 10% di voti per le coalizioni, 5% per le liste non coalizzate, 3% per quelle all'interno di coalzioni.

Il testo base della riforma, poi sottoscritto anche da Toscana civica democratica, Comunisti italiani, Socialisti e Centro Democratico, era stato presentato dal gruppo del Pd e dal segretario regionale del partito Dario Parrini il 13 giugno 2014. 

Guarda qui sotto la dichiarazione rilasciata allora da Parrini

Dario Parrini - dichiarazione del 13 giugno 2014


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