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Lavoro mercoledì 27 maggio 2020 ore 17:28

Rischio chiusura per 40 ludoteche e parchi gioco

I Comitati EduchiAmo e Ludoteche e Parchi gioco: "Nessun aiuto alla nostra categoria dal Governo e dalla Regione, 140 persone senza lavoro"



TOSCANA — In Toscana una quarantina di ludoteche e parchi gioco privati rischiano di chiudere nella Fase 2 dell'emergenza coronavirus e 140 persone potrebbero rimanere senza un lavoro. A segnalarlo, in una nota, Silvia Pulvirenti, referente nazionale del Comitato EduChiAmo e del Comitato Ludoteche e Parchi Gioco Italia.

"Queste 140 persone sono rimaste a casa dai primi marzo e rischiano di perdere il lavoro per sempre - scrive Silvia Pulvirenti - Il Governo e la Regione Toscana hanno stanziato dei fondi per i centri estivi ma questi soldi potrebbero non arrivare a ludoteche e spazi gioco gestiti da privati perchè sono i Comuni che hanno potere decisionale su come impiegarli. In più le regole stringenti per garantire la sicurezza di ragazzi, bambini ed educatori impongono meno utenti e più lavoratori, aumentando i costi in maniera improponibile".

"Oltretutto ogni Ufficio Comunale decide in maniera autonoma i bandi e le modalità di svolgimento, creando differenze enormi tra Comune e Comune - continua Pulvirenti - Serve un intervento urgente da parte della Regione Toscana. Ci sono anche molte problematiche legali a livello di responsabilità per chi deciderà di svolgerli".

"I nostri sono servizi privati ma rispondono a necessità sociali - si legge ancora nella nota dei Comitati - Non riteniamo giusto che per svolgere un servizio di utilità pubblica, rispondendo alle necessità delle famiglie che devono rientrare al lavoro e dei bambini e ragazzi che, che dopo mesi di reclusione, necessitano di momenti di socialità, noi titolari "coraggiosi" dobbiamo sentirci "minacciati" da eventuali problematiche e non supportati da nessuno. Oltre al danno anche la beffa, nel vedere associazioni o altre tipologie di enti che stanno promuovendo e svolgendo attività ludiche nei parchi o presso centri sportivi già da giorni, quando a noi questo non è concesso. Sono iniziative belle e utili ma non capiamo come mai noi del settore non possiamo svolgerle".

"Molti di noi, stando così le cose, non supereranno l’estate, alcuni hanno chiuso ed altri valutano di chiudere a breve e per sempre le loro attività" conclude Silvia Pulvirenti.



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