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Attualità domenica 31 maggio 2020 ore 12:29

Fase 2, frontiere aperte a 150.000 braccianti

I lavoratori agricoli potranno rientrare dal 3 giugno senza obbligo quarantena dai Paesi Ue. Attesi anche in Toscana. E parte la regolarizzazione



ROMA — La riapertura delle frontiere con i Paesi dell'Unione Europea non significa soltanto turismo. Fin dai primi giorni di blocco degli spostamenti la paura è dilagata anche in Toscana nelle campagne dove ogni anno arrivano i lavoratori stagionali per aiutare nella raccolta delle produzioni agricole. Dal 3 giugno, con la riapertura delle frontiere con i Paesi europei disposta dal governo, i lavoratori stagionali potranno rientrare in Italia senza obbligo di quarantena. In Italia ne sono attesi 150.000, secondo una stima di Coldiretti. Per gli extracomunitari occorrerà attendere il 15 di giugno.

Nel Decreto Rilancio è stata inserita anche la possibilità, fortemente voluta dal ministro dell'agricoltura Teresa Bellanova e al centro di aspre contestazioni in Parlamento, di presentare una richiesta di emersione dei rapporti di lavoro e di regolarizzazione dei cittadini stranieri senza un permesso di soggiorno. Le domande di regolarizzazione potranno partire da domani tramire la piattaforma telematica creata dal ministero dell'Interno. Sono stati inoltre prorogati al prossimo 31 dicembre i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza e, spiega sempre Coldiretti, è stato ottenuto nel decreto Cura Italia che le attività prestate dai parenti e affini fino al sesto grado non costituiscano rapporto di lavoro nè subordinato nè autonomo, a condizione che la prestazione sia resa a titolo gratuito.

“Le nostre imprese agricole si stanno già impegnando per accompagnare il trasferimento dei lavoratori europei dai Paesi di origine in Italia”, ha detto il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “viene dall’Unione Europea poco meno della metà dei lavoratori stagionali stranieri occupati in agricoltura dove nel tempo hanno costruito rapporti fiduciari con le imprese”.

I Paesi da cui arriva la maggior parte dei braccianti agricoli stagionali, spiega la Coldiretti, è la Romania, con 107.591 occupati, ma tra gli europei ci sono tra gli altri anche polacchi (13.134) e bulgari (11.261). La quota di prodotti raccolti dagli stranieri nelle campagne ammonta a un quarto del totale.

Già iniziata la raccolta delle ciliegie e delle albicocche, poi toccherà a prugne e pesche, sempre iniziando dal Sud.


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