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Attualità giovedì 06 gennaio 2022 ore 10:45

Il Covid esplode, province toscane le più colpite

Oltre un milione di italiani sono attualmente positivi, cresce la pressione sugli ospedali ed il sistema sanitario nazionale è andato in tilt



ROMA — I contagi sono esplosi in Italia dove oltre un milione di persone risultano attualmente positive al Covid-19, sono cresciuti tutti gli indici di riferimento con un’impennata di nuovi casi, 810.535 e un ulteriore aumento dei decessi, 1.102 nella settimana dal 29 Dicembre 2021 al 4 Gennaio 2022. Lo rileva il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE.

Sette giorni di fuoco che hanno registrato il raddoppio dei casi attualmente positivi arrivati a 1.265.297 contro i 598.868 della settimana precedente mentre le persone in isolamento domiciliare sono 1.250.993, continuano a salirei ricoveri con sintomi che sono 12.912 e le terapie intensive con 1.392 posti letto occupati.

"Nell’ultima settimana - ha spiegato Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione GIMBE - si è registrata un’esplosione di nuovi casi che volano oltre quota 810 mila, con un incremento del 153% rispetto alla settimana precedente". Senza il calo dei tamponi nei giorni festivi i nuovi casi sarebbero stati ancora di più.

In tutte le Regioni è stato rilevato un incremento percentuale dei nuovi casi: dal 66,8% della Liguria al 423,9% dell’Abruzzo.

In 63 Province l’incidenza supera i 1.000 casi per 100.000 abitanti: Firenze (3.058), Lodi (2.747), Monza e della Brianza (2.677), Siena (2.631), Milano (2.538), Prato (2.503), Pisa (2.385), Rimini (2.315), Arezzo (2.275), Pavia (2.235), Pistoia (2.156), Lucca (2.136), Terni (2.079), Varese (2.049), Perugia (2.047), Como (2.005), Lecco (1.949), Cremona (1.879), Massa Carrara (1.780), Forlì-Cesena (1.769), Biella (1.740), Brescia (1.738), Bergamo (1.728), Vibo Valentia, (1.723), Pescara (1.721), Ravenna (1.721), Chieti (1.715), Sondrio (1.651), Cuneo (1.642), Alessandria (1.626), Verbano-Cusio-Ossola (1.616), Teramo (1.585), Livorno (1.564), Trento (1.524), Treviso (1.524), Novara (1.512), Asti (1.498), Mantova (1.456), Verona (1.421), Napoli (1.420), Torino (1.395), Rovigo(1.384), Trieste (1.384), Vicenza (1.366), Venezia (1.344), Pordenone (1.308), Ferrara (1.294), Padova (1.283), Caserta (1.264), Vercelli (1.228), Rieti (1.216), Avellino (1.206), Bologna (1.203), Enna (1.192), Grosseto (1.180), Parma (1.142), Aosta (1.089), La Spezia (1.088), L'Aquila (1.080), Latina (1.028), Reggio nell'Emilia (1.020), Udine (1.010) e Piacenza (1.009).

"Tassi di positività che documentano l’enorme aumento della circolazione virale sia per il dilagare della contagiosissima variante omicron che per l’incremento dei contatti sociali nel periodo delle festività, il cui impatto su ricoveri e decessi sarà interamente visibile nelle prossime settimane" ha sottolineato Cartabellotta.

Scende la percentuale dei pazienti ricoverati in area medica e in terapia intensiva sul totale degli attualmente positivi "Vari i fattori - ha detto Cartabellotta - alla base di questa riduzione: dall’identificazione di un maggior numero di casi asintomatici-oligosintomatici all’incremento di coperture vaccinali e richiami; dall’aumento del numero delle persone guarite all’elevato numero di casi tra gli under 30, meno soggetti a forme severe di malattia; dal minor tasso di ospedalizzazione da variante omicron all’impatto sugli ospedali, non ancora visibile, dell’enorme numero di contagi dell’ultima settimana".

"Aumentano - ha aggiunto Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE - i posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente più 28% in area medica e più 21,6% in terapia intensiva". A livello nazionale, al 4 Gennaio, il tasso di occupazione da parte di pazienti Covid è del 20,3% in area medica e del 15,1% in area critica. Ad eccezione di Molise, Sardegna e Puglia, tutte le Regioni superano la soglia del 15% in area medica, con la Valle d’Aosta che raggiunge il 47,5%; ad eccezione di Basilicata, Campania, Molise, Puglia e Sardegna tutte superano la soglia del 10% in area critica, con la Provincia di Trento che si attesta al 24,4%.

"Anche se l’impatto sui ricoveri in area medica e in terapia intensiva viene “ammortizzato” dalle coperture vaccinali - ha detto sempre Cartabellotta - di fatto l’enorme numero di casi, in crescita vertiginosa, sta portando aduna silenziosa e pericolosa congestione degli ospedali che, oltre a ridurre le capacità assistenziali verso pazienti non Covid-19 e a mettere a dura prova la resilienza di professionisti e operatori sanitari, rischia di mandare in tempi brevi diverse Regioni in zona arancione e nel medio periodo qualcuna in zona rossa".

Conclusioni. "Purtroppo le nuove misure definite ieri dal Consiglio dei Ministri - ha concluso Cartabellotta – sono il frutto di compromessi politici, piuttosto che di una coraggiosa strategia di contrasto alla pandemia. Rappresentano un’ulteriore stratificazione di “pannicelli caldi” insufficienti e tardivi, privilegiando l’esasperazione della burocrazia per mettere tutti d’accordo e scommettendo per l’ennesima volta sulla resilienza di ospedali e professionisti sanitari, già allo stremo. Innanzitutto, l’obbligo vaccinale limitato agli over 50 (che al momento non prevede sanzioni) avrà un impatto non prevedibile visto che non è noto il numero degli esentati, ed il super green pass per i lavoratori over 50 sarà del tutto inefficace nel breve termine, perché entrerà in vigore il 15 Febbraio. In secondo luogo, le misure per la sicurezza nelle scuole sono insufficienti per evitare il ricorso alla DAD e introducono regole complesse e difficili da applicare con i servizi di sanità pubblica già in sovraccarico. Ancora lo smart working viene liquidato con la semplice raccomandazione di “usare al meglio la flessibilità già consentita dalle regole vigenti”. Infine, si continua a inseguire il virus senza rendere noto alla popolazione qual è il piano B: ovvero quali sono le mosse successive per arginare l’ondata di contagi che rischia di portare al default dei servizi sanitari ospedalieri, nonché al lockdown di fatto del Paese".


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