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Cronaca giovedì 01 dicembre 2022 ore 09:04

Maxi frode alla banca online, denunciati 35 hacker

Uno smishing, finalizzato alla sottrazione delle credenziali home banking, sarebbe all'origine della frode milionaria scoperta dalla polizia toscana



ROMA — Avrebbero sottratto circa 1 milione di euro utilizzando sofisticate metodologie di attacco cyber, sono 35 le persone indagate al termine dell'operazione "Front Name" della Polizia Postale. Gli indagati, residenti in diverse province del territorio italiano e prevalentemente in Campania.

Le indagini scaturite dalla segnalazione fatta proprio dall’Istituto bancario sono state svolte dai poliziotti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per la Toscana, coordinati dal gruppo reati informatici della procura di Firenze.

Tutto è partito dalla segnalazione di un dipendente che ha rilevato un grave ammanco, frutto dell’intrusione nei sistemi informatici della banca di un falso operatore di assistenza tecnica, che, da remoto, dopo aver convinto con una serie di raggiri alcuni operatori ad accreditarlo sui loro personal computer, ha disposto bonifici bancari immediati per l’importo complessivo di un milione di euro.

Le indagini hanno consentito di appurare che la Banca e i suoi correntisti erano oggetto di un duplice attacco che prevedeva anche una fortissima campagna di smishing, finalizzato alla sottrazione delle credenziali degli home banking.

L’intervento immediato dei poliziotti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale di Firenze, ha consentito in poche ore di bloccare e recuperare la somma di 400.000 euro. Gli investigatori sono riusciti ad individuare gli Istituti di credito su cui erano radicati i conti beneficiari delle somme illecitamente sottratte.

L’analisi delle movimentazioni ha permesso di individuare i soggetti titolari dei conti, consentendo all’Autorità Giudiziaria di emettere 35 decreti di perquisizione a carico degli stessi. Le perquisizioni, coordinate dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e realizzate con l’ausilio di personale dei Centri Operatovi Sicurezza Cibernetica Campania, Lazio, Marche e Trentino-Alto Adige, avrebbe consentito di rinvenire gravi indizi di colpevolezza a carico dei destinatari dei provvedimenti.

Sono state rinvenute carte di credito, documentazione bancaria relativa all’attivazione dei conti correnti beneficiari delle transazioni fraudolente e, in alcuni casi, le chat tra i complici in cui stabilivano percentuali e accordi operativi, dall’analisi delle quali potrebbero verosimilmente emergere ulteriori sviluppi. 

I consigli della Polizia Postale della Toscana

Le banche e gli Istituti di credito in generale, non effettuano operazioni bancarie a mezzo telefono, ed anche in caso di attività non regolari su conti correnti o titoli di pagamento invitano il cliente a recarsi presso la propria filiale di fiducia;

Le notifiche di possibili compromissioni, vanno sempre verificate contattando personale di fiducia del proprio istituto o quanto meno il servizio clienti, verificando l’effettiva attendibilità delle attività segnalate, non da meno verificando di persona tramite accesso all’home banking delle compromissioni indicate;

Non vanno mai riferiti agli operatori che contattano i clienti, i codici di accesso al conto, tantomeno le password dispositive, codici OTP, matrici, token.

Nessun operatore può operare da remoto sul conto della vittima, ma inviterà il cliente a recarsi in banca per procedere con l’operazione.


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