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Il video del crollo di una parete di roccia sul Monte Bianco
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Attualità Mercoledì 08 Luglio 2026 ore 16:30

Cereali nei campi divorati da stormi di colombacci

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Foto di: Cia Toscana

Grano ma non solo, con le produzioni decimate dai pennuti ne mangiano 12 chili al giorno. L'allarme degli agricoltori che vedono sfumare i raccolti



TOSCANA — Stormi di colombacci ormai stanziali che divorano i cereali nei campi facendo sfumare i raccolti degli agricoltori che li hanno seminati e cresciuti con tanta cura: Cia Toscana lancia l'allarme per i danni alle aziende agricole, certo, ma anche all'economia rurale regionale che nella cerealicoltura ha uno dei suoi segmenti più significativi.

Ma i colombacci non perdonano e sono di una voracità impressionante: "Ogni attacco condotto da uno stormo – evidenzia Cia Toscana – comporta una perdita immediata di almeno 12 chilogrammi di granella al giorno. Sull’intero periodo produttivo, i danni complessivi possono arrivare a superare il 60% della produzione totale, azzerando i già ridotti margini di guadagno del settore cerealicolo". 

Insomma: "Il colombaccio rappresenta oggi la principale causa di danno in regione subito dopo il cinghiale e il capriolo, provocando perdite che in singole realtà aziendali hanno toccato i 40mila euro in una sola annualità". Non è il primo anno che il fenomeno si verifica, e oltre ai cereali coinvolge anche girasole, ceci, ortaggi e uva.

L'associazione sollecita attenzione, e per questo ha inviato una lettera al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, all’assessore regionale all'agricoltura Leonardo Marras, al sottosegretario alla presidenza Bernard Dika e agli uffici regionali.

“L’evidenza riscontrata direttamente sul posto dagli uffici regionali e dai tecnici competenti – spiega il presidente Cia Toscana Valentino Berni, ha confermato uno scenario estremamente allarmante. Nei campi visitati è stata accertata un’altissima densità di colombacci e la presenza di estese e frequenti zone di allettamento del grano. Si tratta di un danno diffuso e devastante che, pur rimanendo poco percettibile osservando i campi dal basso, risulta evidente e massiccio se esaminato da punti sopraelevati”.

"Situazione insostenibile per gli agricoltori, il colombaccio deve essere subito inserito fra le specie di controllo (ovvero interventi straordinari di abbattimento), sbloccando i piani straordinari di contenimento all’interno delle aree colpite. Distrutte intere produzioni di grano, ma anche altri cereali, e poi girasole, ceci e colture primaverili", chiedono gli operatori del settore agricolo.


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