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Attualità Martedì 08 Settembre 2026 ore 17:00
"Contro l'ossicombustore un ricorso al Tar"

Da Rifiuti Zero l'iniziativa per frenare il progetto: "Il via libera della Giunta non è comunque un passo avanti, senza conferimenti resta bloccato"
TOSCANA — "Rifiuti Zero si impegna a promuovere un ricorso al Tar insieme a quanti si renderanno disponibili". Dopo il via libera della Giunta regionale al progetto di ossicombustore a Legoli, nel territorio comunale di Peccioli, arriva da Capannori il primo tentativo di frenare la realizzazione dell'impianto.
A lanciare l'iniziativa, infatti, è Rossano Ercolini, docente e presidente di Zero Waste Italy, nonché direttore del centro di ricerca Rifiuti Zero di Capannori. Un comune portato spesso come esempio, appunto, di "rifiuti zero".
"Questa decisione, di fatto, ratifica l'autorizzazione già avvenuta in conferenza dei servizi e non rappresenta alcun vero passo avanti per il progetto - ha spiegato - senza la partecipazione dei Comuni alla gestione di Novatosc e senza un Piano industriale di RetiAmbiente che preveda il conferimento dei rifiuti all'impianto, questo rimane sostanzialmente in sospensione".
"Rimane un dato politico negativo: il presidente Eugenio Giani continua a parlare dell'esportazione fuori regione dei rifiuti toscani, ma dovrebbe anche spiegare dove nasce realmente il problema - ha aggiunto - perché, invece di lanciarsi in proclami contro l'esportazione dei rifiuti, non dice chiaramente che questo avviene anche a causa di Firenze, dove sostanzialmente i risultati sul riciclo sono ben diversi da quelli raggiunti dai territori più virtuosi?".
"In provincia di Lucca e in gran parte dell'Ato Centro, esclusi i capoluoghi Firenze e Pistoia, la raccolta differenziata raggiunge e supera in molti casi l'80% - ha specificato Ercolini - se tutti raggiungessero questi risultati, il logoro ritornello della Toscana che esporta rifiuti e conferisce in discarica perderebbe gran parte del proprio fondamento. Il problema vero è che, a nostro giudizio, a Giani dell'economia circolare importa ben poco. E questo rischia di diventare un bel problema per il cosiddetto campo largo".
Ercolini fa l'esempio dell'impianto di Montale. "Un inceneritore ormai decotto, costruito nell'epoca di quello di San Donnino, del quale è stata ormai abbattuta persino la ciminiera - ha affermato - oggi Montale supera l'80% di raccolta differenziata e produce meno di 100 chilogrammi per abitante all'anno di rifiuto urbano. Per quale motivo un comune così virtuoso dovrebbe accettare per altri 50 anni un nuovo inceneritore, addirittura raddoppiato? Per bruciarvi soprattutto i rifiuti di Firenze?".
"Fossi nel sindaco di Peccioli Renzo Macelloni non festeggerei troppo - ha concluso - non soltanto perché Rifiuti Zero si impegna a promuovere un ricorso al Tar insieme a quanti si renderanno disponibili, ma soprattutto perché, senza Comuni disponibili a conferire rifiuti al suo impianto, non può nemmeno pensare concretamente di iniziare i lavori. Una situazione che ricorda quella di Bari: anche lì l'impianto è autorizzato da anni, ma grazie alla strenua opposizione dei cittadini e degli amministratori, quell'autorizzazione è rimasta sulla carta".
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