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Attualità venerdì 07 agosto 2015 ore 12:09

Toscana Energia, è sciopero

Stato di agitazione con un pacchetto di ore di sciopero, richiesto l’intervento dei sindaci. Toscana Energia distribuisce gas in parte della regione



FIRENZE — Le lavoratrici e i lavoratori di Toscana Energia, nonostante l’ormai avanzato periodo feriale, hanno partecipato in massa alle assemblee convocate dalle Segreterie Regionali di Filctem-Cgil/Femca-Cisl/Uiltec-Uil e tenutesi ieri a Firenze e a Pisa, e hanno deciso compatti di avviare le procedure per la proclamazione di un pacchetto di ore di sciopero e per la messa in atto di tutte le iniziative di informazione-sensibilizzazione delle istituzioni e della cittadinanza.

Toscana Energia è l’azienda che svolge l’attività di distribuzione del gas in una larga parte del territorio della Toscana. Il capitale sociale è posseduto dai 91 comuni soci che, a partire dai Comuni di Firenze, di Pisa, di Pistoia e Empoli, ne detengono la maggioranza assoluta e da Italgas. Occupa oltre 400 dipendenti.

La mobilitazione dei lavoratori di Toscana Energia trae origine, dicono dal sindacato, dalla “posizione incomprensibile, contraddittoria e di totale chiusura al confronto” che l’azienda ha tenuto nel corso dell’incontro promosso dal Sindaco di Prato Biffoni tra le aziende interessate all’avvicendamento nella gestione del servizio gas nel comune e le Rsu delle due aziende insieme alle oranizzazioni sindacali di categoria e che si proponeva l’obiettivo di approfondire le tematiche delle procedure e delle garanzie per il personale che, in virtù delle gare che entro fine anno si avvieranno sul territorio regionale e di quella già svolta, potrà transitare da un’azienda all’altra.

Molti lavoratori si stanno già trovando, e si troveranno sempre in maggior numero, a dover cambiare, nel passaggio tra un’azienda e l’altra, il proprio istituto previdenziale da INPDAP a INPS perdendo la possibilità di accedere alla pensione anticipata con i requisiti previsti dall’attuale normativa e saranno dunque costretti, a meno di costosissime ricongiunzioni dal costo di molte decine di migliaia di euro, a perdite importanti del valore della pensione o a dover restare a lavoro fino a 10 anni in più rispetto ad un collega non interessato dal provvedimento. In più, pur continuando a svolgere la stessa attività nello stesso luogo e nello stesso impianto, saranno considerati a tutti gli effetti “nuovi assunti” con la perdita di diritti e tutele normative legate all’anzianità lavorativa.

Ai lavoratori e alle lavoratrici di Toscana Energia è apparso incomprensibile e contraddittorio il comportamento della propria azienda che ha condiviso totalmente la dimensione e la drammaticità dei problemi evidenziati dai sindacati e ha proposto al riguardo un forte e determinato impegno congiunto nei confronti del legislatore affinché chiarisca e superare le evidentissime incongruenze normative nei confronti dei lavoratori, ma ha poi rifiutato con nettezza ogni tavolo di discussione richiesto dalla Rsu e dai sindacati, e che le istituzioni avevano promosso, per approfondire le eventuali possibili soluzioni. Generando in questo modo, secondo alcuni dei presenti, un certo imbarazzo anche nei rappresentanti delle istituzioni presenti all’incontro svoltosi presso la sede della Provincia di Prato.

I lavoratori di Toscana Energia si sono chiesti quale sia la posizione dei sindaci proprietari a partire dal neo presidente Lovadina e dal comune capofila e dunque dal sindaco Nardella, dal sindaco di Pisa Filippeschi e dai sindaci Bertinelli di Pistoia e Barnini di Empoli, per citare i pacchetti azionari più rilevanti, e quale sia la posizione della regione Toscana già coinvolta sul problema e che dovrebbe convocare un incontro nelle prossime settimane.

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