Attualità Venerdì 02 Gennaio 2026 ore 11:15
Vigilia di saldi, si prepara l'assalto ai negozi

Il gusto di passeggiare tra le vetrine con le buste di quanto appena comprato prevale rispetto agli acquisti online. Ecco la lista dei desideri
TOSCANA — Per i saldi i toscani preferiscono negozi e botteghe fisiche (87% dei clienti) così da potersi gustare la passeggiata fra le vetrine con le buste degli articoli appena comprati. E' quanto emerge dal sondaggio condotto da Ipsos per Confesercenti proprio alla vigilia della stagione promozionale che si avvia domani.
Il 92% dei consumatori è interessato ad approfittare degli sconti, mentre solo l’8% esclude acquisti.
"L’esperienza dei saldi resta legata al canale retail fisico: l’87% di chi è interessato ai saldi progetta di acquistare almeno un prodotto in un negozio. Ma l’online è ormai una seconda gamba strutturale: il 54% dichiara che comprerà anche sul web e, per effetto della sovrapposizione tra i due canali, almeno il 41% farà acquisti sia offline sia online. Tra i 18-34 anni il digitale pesa di più, con l’online al 63%. Per macroarea, il fisico è più alto a Nord e Centro (89% in entrambi i casi) e più basso nel Mezzogiorno (82%)", recitano i dati.
Tra i consumatori prevale la ricerca dell’occasione, del “vero affare”: il 40% ha già deciso cosa comprare, ma più di uno su due (53%) dice che concluderà l’acquisto solo se troverà l’offerta giusta. È un punto chiave anche per leggere il tema del budget: il 54% dichiara di essersi dato un tetto di spesa: in media si tratta di 292 euro circa a persona.
La lista dei desideri
Quest’anno l’interesse per i saldi si concentra soprattutto sui capi utili per il quotidiano e sugli acquisti più tipici della stagione. In testa ci sono scarpe (61%) e maglioni o felpe (58%), seguite da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%) e magliette e top (30%): una fotografia che racconta saldi usati prima di tutto per rinnovare il guardaroba.
Subito dietro si collocano camicie (27%), capispalla (26%) e abiti (26%), mentre accessori e articoli per la casa restano più marginali, con borse al 16%, biancheria per la casa al 15% e gioielli al 13%.
Tra i 18-34 anni aumenta l’orientamento verso capi più “da uscita” e più legati allo stile: gli abiti e completi salgono al 35% (contro il 21% dei 35-65enni), le camicie al 33% (contro 23%) e cresce anche l’interesse per le scarpe, che arriva al 68%. Nel gruppo 35-65 anni, invece, pesa di più l’acquisto funzionale: restano alte scarpe (58%) e maglioni/felpe (57%), ma tengono anche intimo (31%) e capispalla (25%), con un profilo più legato al rinnovo dei capi base.
"Appuntamento centrale per imprese e consumatori"
“I saldi invernali rimangono un appuntamento centrale per imprese e consumatori - dichiara Marco Rossi, presidente Fismo Confesercenti Toscana - ma è evidente che i consumi non hanno ancora quella forza e quella continuità che auspichiamo. L’acquisto, infatti, non è automatico e dipende dalla qualità reale delle offerte, tra sconti credibili, assortimenti adeguati e trasparenza".
"In questo quadro i negozi continuano a fare la differenza, perché offrono confronto immediato, consulenza e fiducia, mentre il digitale affianca e integra. Proprio per questo è necessario tutelare i saldi e rivedere le regole sulle promozioni".
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