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Cronaca giovedì 09 dicembre 2021 ore 18:45

Morì per l'amianto, Enel condannata a risarcire la famiglia

Danilo Fedeli
Danilo Fedeli

Danilo Fedeli è morto il 19 Aprile 2009 a 69 anni. Il giudice ha disposto 800mila euro di risarcimento. Enel ha annunciato che impugnerà la sentenza



PISA — Il giudice del Tribunale di Pisa Franco Piragine ha condannato l'Enel al risarcimento dei danni per la malattia e la morte di Danilo Fedeli, deceduto per "mesotelioma pleurico di origine professionale" il 19 aprile 2009, a 69 anni, lasciando la moglie e due figli.

Per ottenere il risarcimento del danno, i familiari di Fedeli si sono rivolti all’Osservatorio Nazionale Amianto Val di Cecina che ha investito della tutela legale il presidente nazionale Ezio Bonanni e l’avvocato Massimiliano Deiana. Come dichiarato dalla figlia di Fedeli Barbara, il padre "ha guidato pullman nella Valdcicecina per più di 30 anni, venendo anche a contatto con i lavoratori delle fabbriche che, ignari, salivano e scendevano dai mezzi senza togliersi la tuta intrisa da amianto”.

A seguito del ricorso giudiziario presentato dai legali dell'Osservatorio nazionale amianto, il giudice del lavoro ha disposto in favore degli eredi di Fedeli un importo complessivo di circa 800mila euro, oltre a interessi e rivalutazioni.

L'Enel ha annunciato che procederà a impugnare la sentenza.

"In relazione alla decisione del Tribunale di Pisa sul giudizio risarcitorio promosso dagli eredi di un lavoratore che ha inizialmente prestato attività per alcune imprese appaltatrici di Enel presso l’area geotermica di Larderello e, successivamente, per un’azienda del trasporto pubblico locale - si legge in una nota - Enel intende precisare che la richiesta iniziale di danni è stata notevolmente ridimensionata e che procederà ad impugnare la sentenza".


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