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Attualità mercoledì 11 novembre 2020 ore 10:00

Confindustria: "Stiamo assistendo allo scenario peggiore"

Il presidente Bigazzi: "Situazione economica e sociale più complicata di quella di Marzo. Non vorremmo che diventasse ingestibile"



FIRENZE — “Stiamo assistendo al peggiore scenario che potevamo immaginare. Ci aspettiamo che venga affrontato con rigore, competenza e tempi industriali, mettendo in atto tutti gli strumenti utili a sostegno delle imprese della regione. Lo scenario economico e sociale rischia di essere molto più complicato del marzo scorso. Non vorremmo diventasse ingestibile”.

A sottolinearlo è Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana e presidente di Confindustria Firenze, all’indomani dell’inclusione della Toscana nelle zone “arancioni”.

“I dati sanitari mostrano un quadro più che preoccupante. E le previsioni economiche tratteggiano un futuro pesantemente incerto e difficile per tutte le nostre filiere. Oggi non esiste comparto toscano che non sia in seria difficoltà, a partire dall’industria del turismo e degli eventi completamente azzerata, che avrà bisogno di contributi e interventi dedicati anche per affitti, utenze e tasse; alla moda, alla meccanica, fino all’agroalimentare che sta risentendo pesantemente del blocco dell’Horeca (il settore della ristorazione e alberghiero, ndr)”.

“Le nostre imprese sono sicure – aggiunge Bigazzi -, ma rispetto a marzo il quotidiano ci propone circostanze sempre nuove, che stiamo affrontando con senso di responsabilità e impegno. I rigidi protocolli messi in atto dalle aziende tutelano e garantiscono la sicurezza dei nostri dipendenti dentro i cancelli, ma il virus sta premendo dall’esterno e abbiamo poche armi per combattere le difficoltà che crea alla gestione della quotidianità aziendale: per questo sollecitiamo tempestività nell’esecuzione di tamponi e nella comunicazione dei risultati, anche utilizzando i medici del lavoro e quelli di base”.

“Tutto il Paese sta affrontando una dura prova e sappiamo che vi sono attività economiche più direttamente colpite, ma l’attenzione va tenuta alta su tutte le filiere produttive – conclude Bigazzi -, perché questa crisi potrebbe avere un impatto strutturale di lungo periodo, con il rischio di perdere un patrimonio di saper fare difficilmente replicabile.

Ricordiamo che solo nel secondo trimestre di quest’anno le esportazioni toscane, al netto dei metalli preziosi, hanno avuto una flessione del 38%, rispetto allo stesso trimestre del 2019 e noi sappiamo quanto il canale estero sia fondamentale per la tenuta del nostro sistema economico”.



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