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Attualità sabato 18 settembre 2021 ore 08:39

Sospesi altri 76 infermieri no-vax, il dramma di chi resta in corsia

Il provvedimento è dell'Asl Toscana centro ma l'Ordine degli infermieri interviene: "Carico di lavoro insostenibile per chi resta"



FIRENZE — La Asl Toscana centro ha comunicato all'Ordine degli infermieri la sospensione di altri 76 sanitari che non si sono messi in regola con l'obbligo di vaccinazione contro il Covid decretato dal governo Draghi nel Luglio scorso. Il provvedimento, dovuto per legge, aggrava però una situazione già molto precaria degli organici: come confermato da Cgil, Cisl e Uil, nelle strutture sanitarie regionali mancano almeno 1.200 professionisti fra infermieri e operatori socio-sanitari e le recenti assunzioni effettuate dalla Regione non coprono il fabbisogno, lasciando scoperti servizi necessari migliaia di cittadini.

Di qui la richiesta dell'Ordine interprovinciale delle professioni infermieristiche di valutare bene le sospensioni per evitare carichi di lavoro insostenibili per i sanitari vaccinati che restano in servizio.

"A fronte di altre 76 sospensioni di infermieri non vaccinati, comunicate oggi a Opi Fi-Pt da parte dell’Ausl Toscana Centro (e che si sommano ad altre 118 delle scorse settimane), chiediamo alle Aziende Sanitarie pubbliche e private di agire caso per caso per evitare carichi di lavoro elevati per chi rimane a lavoro".

"Non intendiamo giustificare gli infermieri non vaccinati - spiega Danilo Massai, presidente di Opi Firenze-Pistoia - ma chiediamo che le Aziende entrino nello specifico dei singoli casi  prima di far scattare le sospensioni. Urge l’attivazione di commissioni per la valutazione delle singole situazioni in modo da poter riallocare le risorse e reinserire velocemente personale nei servizi. Questo per evitare che le sospensioni stesse si traducano in carichi di lavoro insostenibili per chi rimane". 

L'Ordine chiede quindi al governatore Eugenio Giani, all'assessore regionale Simone Bezzini e a quello al sociale Serena Spinelli di autorizzare con urgenza le Aziende Sanitarie ad assumere sanitari dalla graduatoria Estar attiva, provvedendo così alla sostituzione dei sospesi. Il problema è che la Regione ha di fatto bloccato le nuove assunzioni per un deficit del bilancio sanitario di oltre 430 milioni di euro generato dalla maggiori spese sostenute per fronteggiare l'emergenza Covid e la campagna vaccinale. Il governo regionale ha chiesto al governo nuovi fondi per fronteggiare le spese ma la situazione è rimasta immutata.

Una situazione esplosiva che sta portando i servizi sanitari al collasso.

"Occorre monitorare l’offerta dei servizi sanitari e attivare il sistema rischio clinico regionale per rilevare tutti gli eventi sentinella che segnalano livelli di rischio clinico, in modo da intervenire per la sicurezza sia dei cittadini che professionisti - spiega L'ordine - Inoltre, è necessario monitorare il livello di stress e il disagio relazionale dei professionisti". 

L'Ordine propone anche di istituire contratti di formazione lavoro per gli studenti del terzo anno del corso di laurea, in modo da inserirli con protocolli operativi nei percorsi assistenziali in cooperazione con infermieri esperti.

C'è infine il fronte aperto nelle residenze sanitarie assistite.

"Urge monitorare la situazione nelle Rsa accreditate con il servizio sanitario circa la garanzia della qualità di cura e di assistenza agli ospiti in stato di fragilità, autorizzare l’assunzione di operatori sociosanitari da inserire nei servizi e accelerare la modernizzazione dei servizi informativi, la fornitura di tecnologie per il supporto diagnostico, assistenziale in teleassistenza - spiega Massai - Chiediamo al presidente della Regione anche di rivedere l’ordinanza con la quale impone alle aziende di fornire personale infermieristico agli enti gestori vincitori degli appalti per le strutture territoriali in quanto tale attività sta già pesando sul carico di lavoro (che riteniamo già a livello di stress molto critico) dei dipendenti rimasti all’opera. L’Ordine vigilerà sulla situazione e attiverà provvedimenti disciplinari oltre a notificare i fatti agli organi competenti".

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