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Lavoro martedì 12 luglio 2022 ore 19:05

In Toscana 600mila lavoratori vicini alla soglia di povertà

Un operaio al lavoro
Un operaio al lavoro

Nuovo studio Ires-Cgil: "Le figure più a rischio sono domestici e operai agricoli. Senza risposte, a Settembre la situazione potrebbe esplodere"



FIRENZE — “Quando lavorare non basta” è il titolo della nuova ricerca realizzata da Ires Toscana e da Cgil sul lavoro povero e i bassi salari in Toscana, una delle prime su questo tema specifico. Dal focus emerge che in Toscana, in base ai redditi, tra dipendenti e autonomi, ci sono 596mila lavoratori vicini alla soglia della povertà. Ma chi è un lavoratore povero? E' una persona con un reddito lordo da lavoro inferiore ai 12mila euro all'anno.

E’ possibile stimare "l'area" dei lavoratori a rischio di essere o diventare poveri utilizzando i dati Ministero dell'economia sulle dichiarazioni dei redditi ed i dati Inps sulla contribuzione. 

Si delinea così un'area del disagio lavorativo estremamente ampia anche in una regione mediamente ricca come la Toscana.  

Sul territorio regionale ci sono 525.123 lavoratori dipendenti che hanno un reddito medio lordo annuo di 7.257 euro e 71.462 autonomi/Partite Iva che hanno un reddito medio lordo annuo di 3.225 euro. In tutto tra dipendenti e autonomi in Toscana siamo di fronte a 596.585 lavoratori che hanno un reddito medio lordo annuo di 6.774 euro, pari al 37% del totale dei contribuenti della regione.

Quali sono in Toscana le figure professionali maggiormente a rischio di povertà pur lavorando? In testa alla classifica ci sono i domestici (71.975 addetti, 40 settimana lavorate di media in un anno, 7.295 euro di reddito medio annuo) e gli operai agricoli (48.845 addetti, 23 settimane lavorate di media in un anno, 10.718 euro di reddito medio annuo). Seguono gli autonomi agricoli (26.038 addetti, 51,1 settimane lavorate di media in un anno, 12.212 euro di reddito medio annuo), i collaboratori delle gestioni separate (8.394 addetti, 29,9 settimane lavorate di media in un anno, 13.666 euro di reddito medio annuo). Infine i dipendenti privati (20.143 euro di reddito medio annuo) e altri collaboratori delle gestioni separate (15.339 euro di reddito medio annuo), i professionisti della gestione separata (15.795 euro di reddito medio annuo), i commercianti (20.296 euro di reddito medio annuo) e gli artigiani (19.899 euro di reddito medio annuo). 

 “Questo studio evidenzia che ci sono tanti lavoratori e lavoratrici che - in base ai loro redditi - in Toscana sfiorano o superano la soglia della povertà - ha commentato la segretaria della Cgil Toscana Dalida Angelini - Tra questi, tanti sono giovani, tante sono donne, impiegate magari anche in settori che vanno bene come il turismo ma che non puntano sul lavoro di qualità. E’ una situazione grave che interroga tutti perché servono risposte concrete al mondo del lavoro, altrimenti a settembre la situazione sociale rischia di esplodere. Il primo passo da compiere è rafforzare la lotta alla precarietà, contro tutte quelle leggi che l’hanno aumentata; e poi bisogna aumentare i salari, attraverso i Contratti nazionali e un uso più equo della leva fiscale. La Toscana può fare qualcosa, deve decidere dove vuole andare, che tipo di lavoro vuole, quali politiche industriali promuovere, ricordando che oltre a moda e turismo c’è un manifatturiero da rafforzare”.

“Nello studio abbiamo voluto incrociare le banche dati sui redditi, per vedere la soglia di povertà riferita sia al reddito famigliare che individuale, visto che i nuclei famigliari di single aumentano - ha aggiunto il presidente di Ires Toscana Gianfranco Francese - Non siamo di fronte a una emergenza salariale perché purtroppo ormai sui salari bassi è una tendenza affermata, l’emergenza è piuttosto sociale e ciò aumenta le incognite sulle prospettive di sviluppo della nostra regione, poiché redditi e consumi bassi hanno un effetto depressivo sulla domanda interna, nel quadro di una situazione economica complessiva già difficile”.

“A livello individuale il rischio di basse retribuzioni è particolarmente elevato per i lavoratori occupati presenti in settori a bassa qualificazione (lavoro agricolo e lavoro domestico), probabilmente attivi solo per pochi mesi all’anno, e per i lavoratori iscritti alla gestione separata Inps - spiega la ricercatrice Sandra Burchi - Una così alta percentuale di contribuenti con un reddito medio lordo inferiore ai 12mila euro è significativa di una frammentazione del lavoro e di una de-standardizzazione non solo nel lavoro autonomo ma anche del lavoro dipendente".


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