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mercoledì 21 agosto 2019

Attualità lunedì 24 luglio 2017 ore 15:08

La mannaia della siccità sulle produzioni agricole

Allarme Coldiretti: "Vite, olivo e frutta non sono state ancora raccolte ma c'è il rischio concreto di una riduzione di oltre il 50 per cento"



FIRENZE — Il giorno dopo la dichiarazione dello stato di emergenza siccità firmata dal governatore Enrico Rossi, Coldiretti ha quantificato in duecento milioni di euro i danni provocati dalla mancanza di pioggia all'agricoltura.

Nel corso di un convegno che si è svolto oggi nella sede del Consiglio regionale, il presidente dell'associazione di categoria in Toscana Tullio Marcelli ha tracciato un quadro allarmante. "Le stime certe che si possono fare oggi riguardano soltanto i cereali - ha spiegato Marcelli - e noi riteniamo che la produzione di grano duro sia diminuita dal 40 al 45 per cento mentre per il grano tenero siano intorno al 30-35 per cento. Uva, olive e frutta non sono state ancora raccolte ma c'è il rischio concreto di una riduzione di oltre il 50 per cento".

"La situazione in Toscana è drammatica - ha detto ancora Marcelli - Chi fra gli agricoltori ha avuto la possibilità di irrigare si è difeso  ma la grandissima parte delle nostre aziende è in sofferenza. C'è stato anche chi si è assicurato ma la situazione è veramente drammatica".

Secondo i dati in possesso di Coldiretti, il 90 per cento dell'acqua piovana viene dispersa. Problema che si aggiunge al pessimo stato di manutenzione delle condotte dei bacini esistenti. "Sono da rifare" ha detto Marcelli.

"Abbiamo chiesto alla Regione di impostare un piano da duecento milioni di euro per realizzare nei prossimi anni alcuni bacini ma soprattutto per creare le condizioni per raccogliere l'acqua piovana - ha spiegato il presidente di Condiretti Toscana - Non è un problema se piove poco, è un problema se non ci sono misure strutturali che servono a evitare fenomeni come quello che stiamo vivendo".

"L'esempio evidente in Toscana è la diga di Montedoglio - ha aggiunto Marcelli - Costruita oltre 40 anni fa, è ancora un toccasana per moltissime aziende agricole della Valdichiana e per tantissimi cittadini che hanno bisogno di acqua potabile. Stessa cosa l'invaso di Bilancino. Occorrono invasi piccoli, medio-grandi, e occorre far presto per costruirli, per avere fra cinque, sei o dieci anni una Toscana sicura dal punto di vista della siccità".

In termini di prevenzione, il presidente della giunta regionale Enrico Rossi ha proposto di riservare obbligatoriamente alla manutenzione delle canalizzazioni idriche una percentuale del patrimonio delle società di gestione dell'acqua come, ad esempio, la fiorentina Publiacqua.

"E' una proposta importantissima che condivido - ha dichiarato durante il convegno il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani - Se gli utili di Publiacqua superano i venti milioni di euro all'anno, ce lo possiamo permettere. E servono interventi forti sulle condotte".



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