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martedì 16 luglio 2019

Attualità venerdì 13 aprile 2018 ore 17:45

In Toscana una colonia della mafia

Tra le 30 e le 40 organizzazioni criminali segnalate dal report 2018 della Fondazione Caponnetto. "Attenzione bassa di politica e società civile"



FIRENZE — Il quadro che esce dal report 2018 della Fondazione Antonino Caponnetto è impietoso: secondo i dati contenuti nel rapporto, infatti, la Toscana "terra di criminalità organizzata e parzialmente colonizzata dalla mafia". Una situazione in peggioramento rispetto al passato. Secondo il consigliere della fondazione ed ex ispettore della Dia Renato Scalia il problema è che negli ultimi anni è calata l'attenzione: si è verificata, insomma, una "sottovalutazione del fenomeno, in piccola parte anche dagli addetti ai lavori. Nel 2013 contai 117 clan citati nelle diverse operazioni di polizia. Lo scorso anno siamo saliti a 132. E la direzione nazionale antimafia, nella sua relazione del 2016, ha scritto che ci sono riscontri investigativi sul fatto che sussiste una connessione tra mafia e politica in Toscana".

Nella regione si contano, secondo il report, tra le 30 e le 40 organizzazioni criminali attive con un giro d'affari di 15 miliardi di euro. E' proprio il loro livello di attività a preoccupare. Scalia ha infatti osservato anche che "per certi versi la Toscana è addirittura peggio di regioni come Calabria e Sicilia perché in quelle terre è presente un'organizzazione criminale,mentre qua, ormai, sono attive tutte". 

Il presidente della Fondazione Salvatore Calleri ha spiegato che ci sono poi "gli imprenditori che si rivolgono alle 'ndrine per riscuotere i crediti; il porto di Livorno, dove arrivano tonnellate di cocaina; Pisa, l'altra base strategica del traffico di sostanze stupefacenti". Le operazioni delle forze di polizia che si susseguono, sempre brillanti, da sole non bastano: "Non possiamo non rilevare che la guardia sul fenomeno è bassa e si riscontrano anche forme di omertà. In Toscana la mafia è oramai spalmata, non c'è zona messa peggio di un'altra; non esiste più un angolo di tranquillità". 



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