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Cronaca martedì 22 dicembre 2020 ore 12:41

Uccisi e fatti a pezzi, sotto sequestro una casa e un garage

Carabinieri
carabinieri

Sigilli all'abitazione dove i carabinieri hanno sottoposto a fermo la ex fidanzata del figlio delle vittime. La donna era sola, è rimasta in silenzio



FIRENZE — Si stanno concentrando su un appartamento nel quartiere di San Jacopino e su un garage a Scandicci le indagini sulla terribile morte dei coniugi albanesi, Shpetim e Teuta Pasho, 54 e 52 anni, scomparsi nel 2015 e ritrovati a pezzi la settimana scorsa, smembrati in quattro valigie abbandonate in un terreno nella zona del carcere del carcere di Sollicciano, lungo la Fipili (vedi articoli collegati).

Questa mattina è stata fermata dai carabinieri di Firenze la ex convivente del figlio delle vittime, Taulant Pasho, che in questo momento si trova in carcere in Svizzera. 

La ex compagna di Taulant, 36 anni, albanese, pregiudicata con precedenti per reati contro il patrimonio e contro la persona, al momento è accusata di duplice omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere e il fermo è stato ordinato perchè, secondo il pm, esisteva il pericolo di fuga. La donna, titolare di partita Iva, lavora nel settore delle pulizie. Dopo il fermo è stata portata nella caserma del comando provinciale, in Borgo Ognissanti, per essere interrogata dagli investigatori. Gli inquirenti le hanno posto molte domande ma lei è rimasta in silenzio, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Poi è stata trasferita in carcere. Secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, potrebbe essere l'ultima persona ad aver visto in vita le due vittime.

Adesso tutto ruota intorno a quell'appartamento e al garage posti sotto sequestro dai militari, dove si cercano tracce dell'efferato duplice omicidio. E soprattutto si cercano tracce di eventuali complici: le modalità dell'assassionio, lo smembramento dei cadaveri, le valigie gettate dalla Fipili sembrano elementi poco compatibili con l'azione di una sola persona. 

Per quanto riguarda il movente, la pista più accreditata conduce a 40mila euro che i coniugi Pasho avevano con sè, il risarcimento ottenuto a seguito di un incidente stradale. Ma anche su questo aspetto c'è molto da chiarire.


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