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Attualità venerdì 30 gennaio 2015 ore 13:39

Legambiente, flash mob per vendere "aria pulita"

Blitz antismog in occasione della presentazione dei risultati di Mal'Aria: "Nelle città toscane situazione in miglioramento ma restano criticità"



FIRENZE — Alla presenza del presidente regionale di Legambiente Fausto Ferruzza, gli attivisti dell'associazione ambientalista, dotati di mascherina e con in mano cartelloni e striscioni, hanno dato vita ad un blitz antismog in viale Giovine Italia (davanti all'Archivio di Stato di Firenze).

Un'azione simbolica contro le polveri sottili e l'inquinamento atmosferico consistita nell'esporre una serie di barattoli di vetro in stile retrò con in vendita l'aria pulita per pochi dei primi del 1900 ed altri barattoli con dentro fumo nero a rappresentare l'aria sporca per tutti e attualmente inquinata.

“I dati del dossier - ha spiegato Ferruzza - mostrano un lieve miglioramento in Toscana rispetto allo scorso anno, quando diversi capoluoghi erano largamente sopra il limite consentito dalla legge per PM10, per PM2,5, Ozono troposferico e Biossido di Azoto su cui Firenze vantava nel 2013 il poco invidiabile primato nazionale". 

Secondo la classifica di Legambiente “PM10 ti tengo d'occhio” tra i capoluoghi di provincia monitorati prendendo come riferimento la centralina peggiore (ovvero che ha registrato il maggior numero di superamenti nel corso dell’anno) "nessuna città toscana ha superato il bonus di 35 giorni previsto dalla legge ma restano comunque alti i livelli di PM10 nell'aria".

Il quadro della situazione mostra dati preoccupanti in città come Lucca (centralina Micheletto) con 34 e Arezzo (centralina Repubblica) con 31 giorni di sforamento. Appena sotto la soglia ma comunque non meno allarmanti i numeri di Prato nelle due centraline di via Roma con 30 e di via Ferrucci con 28 giorni di superamento. Miglioramenti anche per le centraline di Firenze Gramsci (19) e Ponte alle Mosse (11) che, nella classifica nazionale di Mal'Aria dello scorso anno era la località toscana che aveva registrato la quantità di giorni più alta per il superamento del limite consentito dalla legge. Pisa Borghetto invece chiude l'anno varcando la soglia dei 18 giorni sforati. 

Ma l'inizio di 2015 pare caratterizzato da nuovi peggioramenti. Prendendo come riferimento le centraline peggiori nelle aree urbane notiamo che la centralina di Lucca Micheletto ha già varcato la soglia dei 10 giorni di superamento prima della fine del mese di gennaio mentre nella piana lucchese la centralina di Lucca Capannori ha sforato 14 volte. E dal sito ARPAT emerge che nei primi giorni del 2015 e precisamente aggiornati al 28 gennaio sono già numerose le giornate di superamento in quasi tutte le centraline delle città capoluogo toscane.


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