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Attualità venerdì 14 gennaio 2022 ore 21:25

Malati di Covid o col Covid, scontro fra Regioni e governo

Operatrici in una postazione per i tamponi rapidi

I governatori chiedono di non conteggiare più come degenti Covid i pazienti ricoverati per altre patologie e poi risultati positivi asintomatici



ROMA — Potrebbe essere una svolta nell'approccio all'epidemia di Covid anche se per adesso tutto è in sospeso e la tensione sale: questa mattina, su pressante richiesta dei presidenti delle Regioni, compreso quello della Toscana Eugenio Giani, gli uffici del Ministero della salute avevano predisposto una bozza di circolare in cui si disponeva di non conteggiare più come 'degenti in area Covid' i pazienti che si ricoverano per altre patologie e che poi, sottoposti al tampone come tutti coloro che entrano negli ospedali, risultano positivi al SarsCov2 pur non manifestando alcun sintomo dell'infezione.

Il provvedimento è stato richiesto dai governatori soprattutto per evitare che i loro territori finiscano in zona arancione o rossa - con le restrizioni conseguenti - a causa del boom di contagi registrati nelle ultime settimane che però, nel 90% dei casi, grazie alla campagna vaccinale, riguarda persone senza sintomi o con sintomi molto lievi. Il tasso di occupazione da parte di malati di Covid dei posti letto in ospedale è infatti il criterio che fa scattare il cambio di colore delle Regioni qualora vengano superate entrambe le soglie fissate dal governo: nel caso della zona arancione, il 20% per le terapie intensive e il 30% per i reparti ordinari.

Poi, nel pomeriggio, il Ministero della salute ha frenato, prima dichiarando che non era stato emanato alcun provvvedimento ufficiale e poi smentendo categoricamente di volerlo emanare. Ad alzare le barricate sarebbero state le associazioni di categoria dei medici e lo stesso Comitato tecnico scientifico del governo. Ma il problema è reale e sarebbe l'ora che il prudentissimo ministro Speranza - quello che ha inutilmente chiuso i confini dell'Italia a metà Dicembre anche a chi proviene dall'Unione Europea, imponendo il tampone all'ingresso anche ai vaccinati con 3 dosi e ritrovandosi ugualmente con milioni di infettati e il Paese nel caos - prendesse atto che la richiesta dei governatori è dettata dal buon senso per meglio fotografare nei bollettini gli effetti della quarta ondata della pandemia.

Senza nulla togliere ovviamente alle enormi difficoltà che gravano sul personale sanitario degli ospedali, per il quale eventuali variazioni nel conteggio dei positivi non cambiano assulutamente nulla, visto che gli infettati dal Covid, sia asintomatici che sintomatici, necessitano di essere messi in isolamento con tutte le misure di sicurezza conseguenti. "I numeri dei contagiati, il trend dei positivi ricoverati in area medica e nelle intensive, comunque li si conteggi, sovraccaricano gli ospedali e portano allo stremo i professionisti. I medici si sentono soli" ha dichiarato in una nota il presidente della Federazione degli Ordini dei medici, Filippo Anelli.

E così le correzioni al sistema dei conteggi date quasi per certe al mattino si sono dissolte nel nulla nel pomeriggio. Ma la questione, c'è da giurarci, è solo rimandata. L'epidemia di Covid, in questo inizio 2022, non può essere gestita con regole messe a punto sei mesi fa, quando nessuno neppure sospettava l'esistenza della variante Omicron.


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