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Cronaca lunedì 08 maggio 2017 ore 18:10

Gasparri conferma: "Centomila euro da Romeo"

Nell'incidente probatorio il funzionario della Consip ha confermato di aver ricevuto denaro dall'imprenditore napoletano arrestato per corruzione



ROMA — Nessun tentennamento, solo conferme. Marco Gasparri, il funzionario pubblico indagato per concorso in corruzione nell'inchiesta sulle gare della Consip, la centrale acquisti dello Stato, ha ribadito nel corso dell'incidente probatorio che si è svolto oggi davanti al gip del tribunale di Roma "di aver preso centomila euro dall'imprenditore Alfredo Romeo" per garantirgli informazioni sui bandi e le procedure di aggiudicazione. Le 'consulenze' di Gasparri a Romeo, arrestato il primo marzo  scorso per corruzione, sono andate avanti dal 2013 al 2016. Quello di oggi è stato il terzo interrogatorio del funzionario. 

L'incidente probatorio, richiesto dai titolari delle indagini sull'appalto FM4 della Consip da 2,7 miliardi di euro, è durato cinque ore ed è servito a fermare nero su bianco, una volta per tutte, le dichiarazioni già rese da Gasparri che hanno portato in carcere Romeo. Il funzionario della Consip invece è sempre rimasto a piede libero per l'ampia collaborazione fornita agli inquirenti. "I rapporti con Romeo iniziarono a essere stabili dal 2013 con una prima dazione da cinquemila euro - raccontò Gasparri nel dicembre scorso - Dal 2014 i versamenti diventarono sempre più frequenti".

Con la conferma di oggi della confessione di Gasparri, la procura potrebbe chiedere il giudizio immediato sia per lui che per Romeo, i cui legali hanno definito "utili" per la posizione del loro assistito alcune delle dichiarazioni del funzionario Consip. Resterebbero comunque in ballo i capi di accusa a carico degli altri indagati nell'inchiesta sugli appalti: il ministro dello sport Luca Lotti e i generali dei carabinieri Emanuele Saltalamacchia e Tullio Del Sette, accusati di  rivelazione di segreto d'ufficio; Tiziano Renzi, padre del segretario del Pd Matteo, il suo amico faccendiere Carlo Russo e l'ex parlamentare di An Italo Bocchino, accusati di traffico di influenze illecite (Bocchino in veste di consulente di Romeo). 

Al centro dell'inchiesta anche alcune dichiarazioni rese sempre agli inquirenti dall'amministratore delegato della Consip Luigi Marroni in merito a presunte pressioni ricevute da Renzi senior e da altri esponenti politici per influenzare l'esito delle gare (vedi qui sotto gli articoli collegati). Richieste a cui Marroni non avrebbe mai dato seguito, stando alle sue affermazioni. Accuse che Tiziano Renzi ha sempre respinto.

L'incidente probatorio di Gasparri è stato richiesto dagli inquirenti dopo che uno degli investigatori dell'inchiesta, il capitano del Noe di Napoli Giampaolo Scafarto, è stato indagato per aver falsificato in due punti le informative preparate per i pm (vedi qui sotto gli articoli collegati). Scafarto durante l'interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere e sarà interrogato nuovamente nel corso di questa settimana.



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