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Attualità mercoledì 16 novembre 2022 ore 18:30

Siccità da record in Ottobre

sole d'autunno

Gli agricoltori in pena per le semine hanno bisogno di acqua. Preoccupa il deficit idrico. Gli invasi più all'asciutto e la nottata di temporali



TOSCANA — A Ottobre in Toscana sono caduti 112,8 millimetri di pioggia in meno della media storica del mese, per un -93,7%. Gli agricoltori sono in pena per le semine, e preoccupa il deficit nei livelli di falda di alcuni tra i principali bacini acquiferi tra lago di Massaciuccoli, fiumi Arno e Serchio, lago di Vagli del tutto prosciugato fino a far riemergere il paese fantasma di Fabbriche di Careggine. A esprimere i timori di chi lega alla terra la sua attività produttiva è Coldiretti Toscana sulla base del bollettino dell’Anbi Nazionale. 

Nella notte un fronte temporalesco ha attraversato la Toscana, monitorato dalla sala operativa regionale di protezione civile e dal presidente della Regione Eugenio Giani con precipitazioni cumulate fino a 136 millimetri a Stazzema in Versilia e a 100 millimetri a Semproniano in provincia di Grosseto e innalzamenti di fiumi sotto ai livelli di guardia come per il Fiora che a Pitigliano è salito di un metro e 58 centimetri.

Sì ma non basta. Nel mese di Ottobre, fra i più secchi della storia ed il più caldo degli ultimi 70 anni come rilevato dal Consorzio Lamma, il deficit pluviometrico regionale medio ha raggiunto il 93,7% con 112,8 millimetri in meno, combinandosi con temperature medie che hanno superato ogni record. 

Secondo il bollettino dell’Anbi Nazionale, è l'analisi dati effettuata da Coldiretti Toscana, i livelli di falda hanno segnato il punto più basso mai raggiunto: il lago di Massaciuccoli è a -52,2 centimetri sullo zero idrometrico (quando il livello minimo registrato nello scorso ventennio è stato di centimetri -29) mentre il fiume Serchio supera appena il Deflusso Minimo Vitale e l'Arno rimane ancora sotto media con una portata di soli 7,68 metri cubi al secondo. 

Che la situazione resti critica lo ha evidenziato anche l’Autorità di Bacino dell’Appennino Settentrionale, confermando il livello alto di severità idrica del distretto. A preoccupare, prosegue l'associazione degli agricoltori, è anche il brusco abbassamento delle temperature dopo quelle che a Ottobre hanno mantenuto verde la vegetazione con la caduta delle foglie in ritardo e, in alcuni casi, fenomeni di fioriture fuori stagione, fatto che rende le piante più sensibili al freddo con il conseguente rischio di diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni: le gemme a fiore aperte, infatti, non fioriranno la prossima primavera.

Analisi e prospettive

Servono piogge abbondanti e neve nelle prossime settimane e anche nei prossimi mesi per tentare di recuperare il pesante deficit accumulato nel 2022 e ripristinare così le scorte sulle montagne, negli invasi, nei laghi e nei terreni", spiega il presidente di Coldiretti Toscana Fabrizio Filippi. 

A una fine di Agosto e Settembre insolitamente piovosa che ha permesso di avere un buon raccolto di colture importanti per vino, olio o castagne e funghi, non è purtroppo seguito il classico autunno. E’ stata un’estate lunghissima ma anche la prossima rischia di essere altrettanto difficile con questi presupposti. La situazione regionale continua a destare molti timori: "Senza acqua non può esserci agricoltura e ne cibo e questo ci espone a rischi pesantissimi dal punto di vista ambientale, economico e sociale”, prosegue Filippi.

Per dare risposte in tempi brevi alle conseguenze dei cambiamenti climatici a livello regionale, Coldiretti partecipa attivamente al tavolo voluto dal presidente Eugenio Giani per l’attuazione di un piano invasi: “Servono invasi, laghetti ed infrastrutture di stoccaggio delle acque, anche di piccole dimensioni per recuperare le acque piovane, sparsi su tutto il territorio regionale da cui le aziende possono attingere per far fronte ai momenti di scarsità idrica", conclude il presidente di Coldiretti Toscana.


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