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sabato 08 agosto 2020

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

​Pier Toffoletti sulle tracce della bellezza

di Riccardo Ferrucci - giovedì 27 febbraio 2020 ore 07:00

Pier Toffoletti nasce nel 1957 in provincia di Udine. Nel 1976 si diploma presso il Liceo artistico di Udine. La sua passione per la pittura è molto precoce. Invitato a partecipare alle più importanti rassegne d’arte nazionali ed internazionali, è considerato oggi uno dei più grandi pittori

figurativi italiani. Da segnalare, fra le oltre 200 esposizioni che ha tenuto in tutto il mondo, la sua partecipazione alla Biennale di Venezia (2011), l’invito ad Art Basel (2012) le mostre al Lu.C.C.A. e al PAN di Napoli, all’Expo di Milano e al Consolato Generale d’Italia a Coral Gables (Florida).

Il viaggio di Fearless è l’ultimo ciclo di una pittura che procede per sottili variazioni, rispondenze segrete, misteri che aiutano a capire il nostro tempo, viaggi esteriori che diventano conoscenza interiore. Per Toffoletti dipingere è il modo per raccontar la sua vita, diventare colui che ci invita ad entrare in un tempo sospeso, in un luogo inventato, ma più vero e consistente della realtà. Scriveva al fratello Vincent Van Gogh: “Ora voglio assolutamente dipingere un cielo stellato. Spesso ho l’impressione che la notte abbia una ricchezza di colori maggiore del giorno, colorata dei viola, i blu e i verdi più intensi.” Anche i grigi, i bianchi, i neri della tavolozza di Toffoletti hanno una ricchezza cromatica di una sottile intensità, raccontano una storia di dolore che diventa anche felicità, luce e illuminazione. Lo sguardo delle sue donne illuminano la scena e portano con sé l’idea della vita: occhi che continuano ad interrogarci e a suggerire che un altro mondo è possibile.

A Pisa nella suggestiva Chiesa della Spina presenti due dipinti dedicati a Liliana Segre e Jessica Notaro che proseguono il tuo ciclo di Fearless, dedicato a donne senza paura. Un viaggio che è partito dal Palazzo delle Arti di Napoli.

Vorrei sottolineare l’importanza che assume il ritratto di Liliana Segre , una donna che per tutta la vita ha combattuto per tenere vivo il ricordo della tragedia dell’Olocausto e dei campi di sterminio. Nel suo quadro dai suoi occhi parte una luce che cerca di illuminare il nostro presente, senza dimenticare il passato e le tragedie che hanno colpito il popolo ebraico e l’umanità in generale.

Il ciclo Fearless segue un’altra serie di dipinti legati ad un titolo unico Face splash. Da cosa nasce questa tua esigenza di lavorare per cicli tematici, con una serie di opere che possiedono degli elementi comuni ?

E’ una mia scelta poetica quella di approfondire un tema, dedicandogli una serie di opere che hanno elementi comuni e elementi di diversità. Ogni mio dipinto cerca di creare un dialogo con lo spettatore e crea sentimenti differenti a seconda di chi guarda l’opera. Dare un titolo preciso ad un mio lavoro significa limitare le potenzialità del dipinto e non lasciare la libertà interpretativa a chi guarda l’opera per la prima volta; ogni quadro è un’opera aperta che si realizza in rapporto allo sguardo degli spettatori.

Collocare i tuoi dipinti in questa chiesa gotica del 1200 cosa rappresenta per te ?

E’ una chiesa bellissima, con opere e sculture di assoluto rilievo. Credo che sarà difficile trovare una collocazione così suggestiva e pertinente per le mie opere in futuro.

La ricerca contemporanea si dirige sempre di più verso la sperimentazione e l’astrazione, al contrario nella tua pittura ritroviamo accanto all’informale la ricerca di una figura, di un corpo , di una idea di bellezza.

Sono sempre stato attratto dai grandi maestri che hanno disintegrato la figura per far emergere la emozionalità del segno e del colore, l’emozione pura. Ho sempre realizzato dei quadri informali che fanno parte della mia ricerca, però anche il figurativo è una mia anima e mi sento radicato nel rinascimento e erede di questi grandi autori classici. Il mio lavoro è un tentativo di mettere in comunicazione le mie due anime, figurativo e informale convivono nel mio lavoro, dialogano e sono in stretto rapporto.

Nei tuoi lavori le opere sono collocate in ambienti particolari, in ville abbandonate, sembra quasi di trovarsi su un set cinematografico.

La colpa o il merito va attribuita ad un mio amico che mi ha portato in fabbriche dismesse o in ville abbandonate, dove comunque si avverte ancora l’emozione di chi ci viveva dentro. La collocazione particolare di queste opere ha creato come un valore aggiunto e ha dato più profondità al mio lavoro attuale.

Quando si parla con un’artista viene naturale chiedere qualche anticipazione sui tuoi lavori futuri, su progetti a cui stai pensando.

Il mio lavoro subisce naturalmente un evoluzione e i quadri di Face splash di adesso sono cambiati rispetto all’inizio, anche il ciclo di Fearless è come una deviazione dal percorso principale che però mi porta molte suggestioni: quando vedo un personaggio femminile che mi attrae penso ad un suo ritratto da fare in futuro. Un ‘altra idea che mi intriga è quella di realizzare una serie di volti femminili per il cinema, del passato e presente; potrebbe diventare il mio prossimo viaggio artistico.

Riccardo Ferrucci

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