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Attualità venerdì 18 dicembre 2015 ore 10:29

Ecosistema scuola, buone pratiche, edifici vetusti

Legambiente ha presentato il XVI rapporto sulla qualità dell'edilizia scolastica e dei servizi. Capoluoghi toscani a metà classifica a parte Firenze



FIRENZE — Per Legambiente sono ancora tante le questioni da affrontare anche in Toscana in fatto di qualità del patrimonio edilizio scolastico, di investimenti, di servizi edi  buone pratiche sostenibili. 

A confermarlo sono ancora una volta i dati del XVI Rapporto Ecosistema Scuola, l’indagine annuale di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia.

La graduatoria di Ecosistema Scuola quest'anno presenta una grande assenza in Toscana, per mancanza di dati, ovvero quella di Prato, generalmente nella top ten. 

Presente, invece, Firenze (14º in classifica generale) ma prima a livello nazionale tra le grandi città, seguita da Livorno (20º), Arezzo (20º), Siena (23º), Pistoia (39º), Massa (48º), Grosseto (65º), Lucca (72º), Pisa (75º), città quasi tutte a metà e fine classifica.

“Luci e ombre per questa XVI edizione di Ecosistema Scuola in Toscana. Primeggia il capoluogo fiorentino ma manca dalla classifica per carenza di dati una città che normalmente si è sempre distinta in positivo per la sua edilizia scolastica. Per il resto una performance generale da metà classifica, senza infamia e senza lode – dichiara Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – Questa classifica 2015 ci obbliga a pretendere ancora di più, a coltivare la relazione con le tante direzioni scolastiche e a promuovere sostenibilità laddove tutto nasce sul piano dell’educazione e della formazione, nelle nostre scuole”.

Non proprio giovani le scuole toscane: il 72,9 per cento degli edifici è stato costruito prima del '74. Le amministrazioni comunali si sono comunque impegnate nel realizzare interventi di manutenzione straordinaria negli ultimi 5 anni nel 54,2 per cento degli edifici, percentuale superiore alla media nazionale, investendo nel quinquennio, sia per la manutenzione straordinaria che per quella ordinaria, più di quanto venga mediamente investito nel resto del paese. 

Tuttavia nel 2014 l'investimento per manutenzione straordinaria si è fermato sotto la media, mentre quello per ordinaria si è confermato sopra. Ma nel quadro generale non mancano elementi di eccellenza su singoli parametri Pisa e Firenze, infatti, sono presenti nella top ten dei comuni che investono mediamente di più per ciascun edificio in manutenzione straordinaria. 

Gli interventi hanno interessato anche la messa in sicurezza e l’acquisizione delle certificazioni che nel caso dell'agibilità, igienico-sanitaria, impianti elettrici a norma, requisiti di accessibilità risultano tutti sopra il dato medio nazionale. Sotto, invece, per quanto concerne le scuole con certificato di prevenzione incendi e collaudo statico.

Puntano sullo scuolabus i comuni toscani per favorire la mobilità sostenibile, mettendolo a servizio dei giovani cittadini nel 53 per cento degli edifici scolastici. 

Il pedibus viene attivato per lo 0,8 per cento mentre il 4,7 per cento presenta piste ciclabili nelle aree antistanti. Ottimo anche il risultato sulle pratiche ecocompatibili come le mense biologiche. Il 53,8 per cento somministra pasti interamente bio, mentre la media nei pasti è del 75,6 per cento.

Pisa la città dove in tutte le mense vengono garantiti pasti 100 per cento biologici. La raccolta differenziata presenta dati inferiori alla media ma l'eccezione lo confermano tutte le scuole di Massa dove, invece, viene praticata per qualsiasi tipo di materiale. 

Le città toscane ci restituiscono un dato sulle rinnovabili di poco sotto la media con il 12,7 per cento di edifici con impianti, tra questi ben tre su quattro ospitano il solare fotovoltaico. Sono Siena ed Arezzo ad emergere su questo fronte. Tutti i comuni hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto negli edifici scolastici con l'8,7 per cento con casi certificati. 

Bassi i monitoraggi sulla presenza di radon svolti dal solo comune di Livorno. Situazione abbastanza articolata per quanto riguarda il rischio ambientale in cui si trovano le scuole toscane: edifici che si trovano in prossimità di elettrodotti (4,9%), di antenne cellulari (20,9%), tra 1 e 5 km da industrie (13,1%), da strutture militari (11,5%), da aeroporti (18,6%).

Tornando ai dati dell'indagine ed esaminandoli nel dettaglio, possiamo notare che nel 2014 il patrimonio immobiliare scolastico risulta mediamente più vetusto della media nazionale con solo il 4,5 per cento edificato tra il 2001 e il 2014. 

Complessivamente, in Toscana la media di investimenti per la manutenzione ordinaria ha sostanzialmente tenuto la media dal 2010, mentre per la manutenzione straordinaria, a partire dal 2011 ha avuto un lento ma inesorabile decremento: dai 42.000 euro  del 2011 ai 29.000 del 2014.



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