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Attualità sabato 10 aprile 2021 ore 18:35

Moby Prince, 140 vittime, ancora nessuna verità

Trent'anni fa il più grave disastro della marineria civile Italia, a Livorno la giornata del ricordo. Mattarella: "Fare luce sulle responsabilità"



LIVORNO — I nomi delle vittime, le rose rosse lanciate nel mare, quel mare che ha visto la morte di 140 persone, sono il momento più toccante della commemorazione nel giorno del ricordo del disastro del Moby Prince, avvenuto il 10 Aprile del 1991 a Livorno. 

Sono passati trent'anni da quella sera di primavera quando alle 22.25 il traghetto Moby Prince entrò in collisione con l'Agip Abruzzo, petroliera della Snam, a qualche miglia dalla costa labronica. Divampò l'incendio e fu l'inferno: morirono in 140 tra passeggeri e equipaggio del Moby.

E oggi a Livorno ancora una volta i familiari delle vittime hanno chiesto verità e giustizia, invocate da anni, mai convinti dalle prime ricostruzioni fatte sull'incidente. All'Andana degli Anelli e la lettura dei nomi delle vittime in quella che rimane ancora oggi una tragedia dai molti punti oscuri.

Lo stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio ha ricordato come "Sulle responsabilità dell'incidente e sulle circostanze che l'hanno determinato è inderogabile ogni impegno diretto a far intera luce" facendo riferimento "Alla convulsa organizzazione dei soccorsi e al loro drammatico ritardo". 

I familiari delle vittime hanno plaudito alla dichiarazione di Mattarella, "Il Presidente ha rinnovato la vicinanza e la solidarietà della Repubblica e ricorda che è inderogabile ogni impegno diretto a far luce sulle responsabilità dell'incidente e sulle circostante", hanno scritto Luchino Chessa, presidente dell'Associazione 10 Aprile-Familiari Vittime Moby Prince, e Nicola Rosetti, presidente dell'Associazione 140 Familiari vittime Moby Prince.

Certezze su quanto avvenne quella sera del 10 Aprile 1991 in rada nel porto di Livorno chieste anche dal sindaco Salvetti e dai familiari delle vittime, riunite in due comitati, che confidano nel lavoro portato avanti da tempo dall'indagine della Procura di Livorno e che hanno ricevuto anche il messaggio da parte della ministra della Giustizia Marta Cartabia: "Questa domanda di conoscenza e, quindi, di giustizia - ha scritto la titolare del ministero della Giustizia - richiama a un impegno che l'Italia ha il dovere di compiere. Il disastro del Moby Prince resta una ferita aperta per il nostro Paese, che non ha mai smesso di cercare quanto possa servire a illuminare i punti ancora oscuri nella ricostruzione dei fatti."

Questa mattina la lunga giornata per il trentennale della strage è iniziata con la deposizione di una corona al Monumento in ricordo delle vittime in Fortezza Nuova, alla presenza del Gonfalone della Città di Livorno e della Provincia. Alla cerimonia hanno partecipato le autorità civili e militari insieme al sindaco Luca Salvetti e ai familiari delle vittime. 

Al termine si è tenuto un momento musicale con EstrOrchestra e la Corale Rodolfo del Corona che hanno eseguito 'Ave Verum Corpus' di Mozart.


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