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Attualità martedì 18 ottobre 2022 ore 18:40

Comunità energetiche, cosa sono e come crearle

impianto fotovoltaico

Universo produttivo, cittadini e istituzioni toscane guardano con interesse all'istituzione di gruppi d'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili



TOSCANA — Le industrie e in particolare il settore cartario invocano la libertà di poterne creare, mentre dal capoluogo toscano il sindaco della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella ne caldeggia l'istituzione in ogni territorio comunale della MetroCittà e il Comune di Pisa annuncia giusto oggi l'approvazione di un atto di indirizzo in cui apre al progetto. Dalla provincia di Livorno, intanto, si è portato avanti il Comune di Collesalvetti: è lì che potrebbe nascere la prima comunità energetica della Toscana.

Che sia lì, nelle comunità di energia rinnovabile, la chiave di volta per avviare una transizione concreta verso l'autosufficienza? Lo si vedrà, ma di certo la comunità può rappresentare un'opportunità e un tassello su quella via, dato che la sua costituzione prevede l'installazione di impianti di produzione di energia rinnovabile per soddisfare il fabbisogno della comunità medesima.

Vediamo intanto cosa sono e come si creano le comunità energetiche, con quali vantaggi. La comunità di energia rinnovabile (Cer) è un soggetto giuridico e può essere costituita da cittadini, famiglie, associazioni, imprese ed enti pubblici sulla base di partecipazione aperta e volontaria. A controllarla, spiega tramite una pagina dedicata sul suo sito la Regione Toscana, sono azionisti o membri della comunità stessa.

Come funziona

Sono molteplici i ruoli che un cittadino nell'aderire alla comunità energetica può assumere. Li illustra l'Agenzia regionale recupero risorse in alcune slide rese disponibili nel corso di una stagione convegnistica informativa che nelle scorse settimane ha toccato tutte le province della Toscana.

In una Cer si può essere solo consumatori dell'energia elettrica, solo produttori o rivestire entrambe le posizioni (prosumer) di produzione e consumo di energia. Chi partecipa alla comunità condivide l'energia autoprodotta usando la rete di distribuzione esistente, e l'energia condivisa è "il minimo, su base oraria, tra l'energia elettrica effettivamente immessa in rete e quella prelevata".

Una volta stabilita l'area di riferimento per una nuova comunità energetica e gli aspiranti componenti, va istituito il soggetto giuridico dotandolo di statuto. A quel punto si potrà interloquire per acquisire la disponibilità degli impianti da usare per la condivisione di energia.

Vantaggi e fonti utilizzabili

I vantaggi arrivano direttamente in bolletta, in termini di risparmio, per produttori e prosumers. Ci sono poi gli incentivi sull'energia elettrica condivisa, le agevolazioni fiscali e i benefici per l'ambiente con l'abbattimento di emissioni climalteranti. 

Le comunità energetiche in Italia possono ottenere un beneficio tariffario per 20 anni gestito dal Gse (Gestore Servizi Energetici), con un corrispettivo unitario e una tariffa premio pari a 100 euro/MWh per i gruppi di auto consumatori e 110 euro/MWh per le comunità energetiche.

Tra le fonti rinnovabili le Cer possono contare su fotovoltaico, certo, ma anche su biomassa con impianti di cogenerazione e micro-cogenerazione, mini-eolico, mini o micro-idroelettrico soli o insieme in mix. Imperativo è bilanciare la produzione con l'autoconsumo, facendo coincidere più possibile i momenti di produzione con quelli di consumo dell'energia. L'energia condivisa è valorizzata e gli impianti ottimizzati con un autoconsumo del 60-70%.

Le normative e gli obiettivi

Con delibera di giunta regionale 336 del 21 Marzo 2022 “Promozione delle Comunità Energetiche”, la Regione Toscana ha individuato un percorso volto a promuovere e sostenere le comunità energetiche definendone le attività.

La Toscana insomma si prepara a raccogliere il guanto di sfida delle Cer, considerate strumento strategico di transizione ecologica amplificando la produzione di energia da fonti rinnovabili per soddisfare i propri fabbisogni contrastando il diffondersi della povertà energetica con ricadute positive a livello ambientale e per la collettività.

In Italia, spiega sempre la Arrr, ad oggi sono state costituite poco più di 20 Cer. Per avere un'idea, in Germania ce ne sono 1.750 e in Spagna 33.


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