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Lavoro venerdì 17 settembre 2021 ore 18:50

Mancano medici e infermieri, sanità al tracollo

Si tratta, in Toscana, di 600 medici e 1.200 infermieri e operatori sociosanitari. Assunzioni bloccate per un deficit di bilancio da 430 milioni



TOSCANA — La carenza di personale sta portando al collasso il servizio sanitario regionale della Toscana. La Cgil parla di 1.200 professionisti mancanti fra infermieri e operatori socio-sanitari e di 600 medici. Questo personale è necessario per smaltire le lunghe liste di attesa che si sono accumulate per visite, esami e interventi chirurgici su pazienti affetti da patologie diverse dal Covid-19. Prestazioni rinviate a volte per mesi a causa della pandemia. Con conseguenze anche fatali nei casi più gravi.

Sarebbe quindi necessario che la Regione facesse nuove assunzioni ma un grave problema di bilancio sanitario, un deficit di più di 430 milioni accumulato per l'impennata di spese legate alla gestione della pandemia e della campagna vaccinale, non consente di procedere: di fatto le nuove assunzioni sono bloccate in Toscana. Il problema è comunque nazionale: tutte le regioni hanno i bilanci in crisi per lo stesso motivo.

Lunedì 20 settembre si terrà a San Bartolo a Cintoia l’assemblea regionale del pubblico impiego, promossa da Cgil, Cisl e Uil, e in quella sede verrà dato mandato ai rappresentanti dei lavoratori nelle aziende sanitarie di proclamare lo stato di agitazione, primo passo verso altre azioni di protesta più eclatanti come lo sciopero. In queste ultime settimane i sindacati hanno rivolto vari appelli al governatore Eugenio Giani e all'assessore regionale alla sanità Bezzini ma, ad oggi, niente è cambiato.

"Ci preoccupano le ricadute che la mancanza di personale può avere nella tenuta dei servizi ai cittadini - si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil Firenze - La pandemia non è finita ma dopo oltre un anno e mezzo dal suo inizio è necessario che tutti i servizi sanitari sia attivi al 100% e allo stesso tempo non si possono chiudere i servizi aperti per contrastare la pandemia ma per tenerli aperti serve che ci siano persone a lavorare. Condividiamo la richiesta di sblocco delle assunzioni". 

"Preoccupante è la riduzione nei prossimi anni del finanziamento sul Fondo Sanitario Nazionale - scrivono ancora i sindacati -  E’ il momento di fare scelte se vogliamo dare concretezza alle tante parole di questi mesi. Continuare a parlare di Pnrr, di reti territoriali e di Sanità Pubblica Universale vuol dire crederci e conseguentemente fare investimenti nel breve e lungo periodo in assunzioni, tecnologie e telemedicina e invertire le scelte privatistiche fatte in questi anni. Cgil, Cisl e Uil di Firenze invitano la cittadinanza ad ascoltare le grida d’allarme dei lavoratori della sanità e, rivolgendosi alle istituzioni, chiedono di far sentire la loro voce sia in Conferenza Stato-Regioni che al Governo nazionale".

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